di Alfredo Alicandri (1951-2024)
Errando vado,
poiché sommerso da tanto male che m’è avverso;
son senza meta, ma giungerò.
Vo mendico e peregrino,
stanco per questo effimero itinere terrestre;
non v’è canto che a me s’adatti,
ove respiro poter trovare.
Le labbra unite per l’arsura,
i denti stretti per l’usura:
lunga è la strada
che all’indelebile beltà conduce…
Il ponte dell’obbligo è oramai vicino,
ho forze ancora per camminare,
poi riposo…
Ecco la meta!
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