di Roberto Alicandri
Alessandra Tumolillo appartiene a quella rara categoria di artisti capaci di trasformare la musica in racconto, atmosfera e memoria. La sua non è soltanto una voce che interpreta, ma una presenza musicale che sembra nascere direttamente dalla tradizione più autentica di Napoli, attraversandola però con una sensibilità moderna, elegante e profondamente personale.
Cantautrice, chitarrista e attrice, Alessandra Tumolillo inizia giovanissima il suo percorso musicale da autodidatta, per poi approfondire gli studi fino al Conservatorio di San Pietro a Majella e successivamente al Conservatorio Verdi di Milano, costruendo negli anni una formazione solida che unisce tecnica jazzistica e intensità espressiva.
Il grande pubblico comincia a scoprirla già in adolescenza, quando una sua intensa interpretazione di “Abbracciame” di Andrea Sannino conquista il web raccogliendo migliaia di visualizzazioni. Da lì prende forma un percorso artistico raffinato e coerente, fatto di studio, concerti, collaborazioni prestigiose e un legame sempre più forte con la canzone d’autore napoletana.
Nel corso degli anni ha condiviso il palco con musicisti di altissimo livello come Sergio Cammariere, Ferruccio Spinetti e gli Avion Travel, oltre a essere protagonista di esperienze cinematografiche e teatrali di rilievo. Tra queste spicca lo spettacolo “Troisi Poeta Massimo”, dedicato alla memoria di Massimo Troisi, andato in scena anche al Maschio Angioino.
La sua arte è arrivata anche in televisione, dove è stata ospite del programma Bar Stella condotto da Stefano De Martino, confermando una presenza scenica delicata ma magnetica, mai urlata, sempre autentica.
Uno dei momenti più emozionanti del suo percorso recente resta l’omaggio a Pino Daniele allo Stadio Diego Armando Maradona, dove ha interpretato “Napule è” insieme a Giuliano Sangiorgi davanti a venticinquemila persone. Un momento simbolico, quasi una consegna ideale tra generazioni musicali diverse unite dalla stessa anima partenopea.
Il suo EP “Postcards from Naples” è un progetto essenziale e intensissimo, costruito soltanto su voce e chitarra. Una scelta artistica coraggiosa, quasi controcorrente in un tempo dominato dagli eccessi sonori. Dentro questo lavoro convivono brani inediti come “Nun fa Male” e classici immortali della tradizione napoletana come “Luna Nova” di Salvatore Di Giacomo e “Chiammame” di Vincenzo Incenzo e Eduardo De Crescenzo.
Ascoltare Alessandra Tumolillo significa ritrovare una dimensione musicale ormai rara: quella della sottrazione, dell’eleganza, del silenzio che accompagna le note. La sua voce e la sua chitarra non cercano mai l’effetto facile, ma costruiscono un linguaggio intimo e profondamente umano.
Desidero sottolineare l’importanza di approfondire la conoscenza di una giovane artista come Alessandra Tumolillo capace di rendere sublime la semplicità attraverso una voce intensa, elegante e autentica.
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