Fausto Mesolella, la musica diventa memoria. Macerata Campania gli intitola la Villa Comunale

Pubblicato il 26 settembre 2026 alle ore 21:12

di Roberto Alicandri 

Macerata Campania rende omaggio a Fausto Mesolella, una delle figure più originali e raffinate della musica italiana, legando per sempre il suo nome a uno dei luoghi della città. Domenica 27 settembre 2026, alle ore 19.30, in Corso Umberto I n. 13, la Villa Comunale sarà ufficialmente intitolata all’indimenticato chitarrista, compositore, arrangiatore e produttore casertano.

Un’intitolazione che racconta anche il rapporto profondo tra Mesolella e Macerata Campania. Nato a Caserta, aveva infatti scelto questa città come luogo in cui vivere con la propria famiglia e portare avanti una parte importante della sua attività artistica. Qui aveva il suo studio, luogo di lavoro, creazione e incontro, e qui trascorse molti anni della sua vita, fino alla scomparsa improvvisa, avvenuta il 30 marzo 2017. La Villa che porterà il suo nome diventa così il riconoscimento di una città che Mesolella non ha semplicemente frequentato, ma abitato e vissuto, rendendola parte della propria storia personale e musicale.

Una parte fondamentale della sua carriera resta naturalmente legata agli Avion Travel, storica formazione casertana guidata dalla voce di Peppe Servillo, nella quale Mesolella entrò nel 1986. Con il gruppo costruì un percorso autentico e raffinato arrivando anche alla vittoria del Festival di Sanremo del 2000 con “Sentimento”, ma limitare la sua figura alla sola esperienza con gli Avon Travel significherebbe raccontare soltanto una parte della sua importantissima carriera.

La chitarra di Mesolella ha infatti attraversato mondi e linguaggi differenti. Con Nada e Ferruccio Spinetti diede vita al Nada Trio, un sodalizio artistico durato negli anni e tornato in studio poco prima della sua scomparsa per la realizzazione dell’album "La posa".

Numerose furono anche le collaborazioni con altri protagonisti della musica italiana: da Andrea Bocelli a Fiorella Mannoia, da Gianmaria Testa a Gianna Nannini, da Samuele Bersani ad Alessandro Mannarino, fino all’incontro con Raiz. Mesolella fu autore, produttore e compositore, mettendo il proprio talento al servizio di esperienze anche molto diverse tra loro.

Anche alcuni brani in gara al Festival di Sanremo portano più volte la sua firma. Nel 2011 scrisse “Tre colori” per Tricarico, mentre nel 2013 compose la musica di “È colpa mia”, interpretata da Maria Nazionale su testo di Peppe Servillo. Esperienze che mostrano un altro volto dell’artista: quello dell’autore capace di scrivere per altre voci senza rinunciare alla propria sensibilità musicale.

La sua curiosità lo condusse anche verso l’incontro tra musica e letteratura. Nel 2015 pubblicò “CantoStefano – Fausto Mesolella canta Stefano Benni”, progetto nel quale poesie e testi dello scrittore diventavano canzoni attraverso la voce e la chitarra di Mesolella.

Alla cerimonia di domenica 27 settembre saranno presenti gli Avion Travel, Fabrizio Bentivoglio e Antimo Merolillo, attore, musicista e cantautore che, giovanissimo, fu protagonista di "Lascia perdere, Johnny!". Il film, esordio alla regia di Bentivoglio, nacque liberamente dai racconti di Mesolella e da episodi della sua esperienza di giovane musicista. Merolillo interpreta Faustino, un ragazzo con il desiderio di trovare la propria strada nel mondo della musica, mentre lo stesso Mesolella firmò la colonna sonora, premiata nel 2008 con il Ciak d’oro. 

La pellicola sarà proiettata nel corso della serata a cura dell’Associazione Culturale “La Teca Bellonese”, completando un appuntamento nel quale musica, cinema e memoria si incontreranno per raccontare un artista che ha saputo portare lontano le proprie radici senza recidere mai il legame con la sua terra.

L’intitolazione della Villa Comunale lega così il nome di Fausto Mesolella a Macerata Campania, la città che aveva scelto come casa e che oggi sceglie di custodirne il ricordo. "Suonerò fino a farti fiorire", titolo di una sua opera, accompagna questo omaggio quasi naturalmente.
Il tempo passa, i luoghi cambiano, ma certe note restano e continuano a raccontare chi le ha regalate al mondo. 

 

La locandina del film "Lascia perdere Johnny!" (2007) di Fabrizio Bentivoglio

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