“En e Xanax” di Samuele Bersani. La forza di amarsi attraverso le proprie fragilità

Pubblicato il 24 settembre 2026 alle ore 20:29

di Roberto Alicandri 

L’incontro tra due persone può cambiare il modo di guardare il mondo, soprattutto quando entrambe portano sulle spalle il peso delle proprie inquietudini. En e Xanax non racconta una storia d’amore perfetta, ma il cammino di due anime fragili che scoprono come la condivisione delle paure possa diventare il primo passo verso una forma più autentica di speranza. È un brano che affronta il disagio psicologico senza retorica e senza giudizi, restituendo dignità a quelle fragilità che troppo spesso vengono nascoste o considerate un segno di debolezza.

I due protagonisti sembrano provenire da mondi diversi, eppure sono accomunati dalla stessa fatica di vivere. Le loro storie personali evocano un passato complesso, fatto di precarietà e di ferite mai del tutto rimarginate. Non vengono presentati come eroi né come vittime, ma come persone comuni che cercano un punto d’appoggio in una realtà spesso difficile da affrontare.

Uno degli aspetti più suggestivi del brano è la capacità di trasformare la quotidianità in poesia. Un libro letto insieme, una conversazione, il semplice stare accanto all’altro diventano gesti carichi di significato. È un linguaggio lontano dall’enfasi romantica. L'amore non si manifesta attraverso grandi dichiarazioni, ma nella presenza costante, nell’ascolto e nella capacità di rimanere vicini anche quando tutto sembra vacillare. Il cuore della canzone è rappresentato dall’idea che nessun rapporto autentico possa nascere senza il coraggio di mostrarsi per ciò che si è realmente. Le paure, anziché essere nascoste, vengono condivise. Le fragilità non sono più motivo di vergogna, ma diventano il fondamento di una fiducia reciproca. Il messaggio è semplice e, allo stesso tempo, profondamente umano: chi accoglie le nostre debolezze ci offre la possibilità di affrontarle con una forza che, da soli, difficilmente troveremmo.

In questa prospettiva, l’amore assume quasi il valore di una cura. Non elimina il dolore, non cancella le ferite del passato e non promette una felicità senza ombre. Offre però qualcosa di altrettanto prezioso: la certezza di non essere soli. È una visione distante dall’idea dell’amore come soluzione miracolosa e molto più vicina a quella di una solidarietà quotidiana, fatta di piccoli gesti, comprensione e reciproca responsabilità.

I riferimenti ai farmaci e alle sostanze che attraversano il brano hanno un evidente valore simbolico. Richiamano il desiderio, tipico della nostra epoca, di anestetizzare il disagio e di mettere a tacere il dolore anziché comprenderlo. La canzone, tuttavia, suggerisce una strada diversa. La vera risposta non è l’assenza della sofferenza, ma la possibilità di attraversarla insieme a qualcuno che sappia ascoltare senza giudicare.

Anche il finale conserva una forte ambiguità narrativa. Il sonno in cui i protagonisti si abbandonano può essere letto come il bisogno di trovare finalmente pace dopo una lunga lotta interiore, ma lascia anche aperta la domanda su quanto sia sottile il confine tra il riposo e il desiderio di sfuggire alla realtà. È proprio questa sospensione a rendere il brano così intenso e capace di suscitare interpretazioni diverse.

En e Xanax racconta una generazione che convive con l’ansia, con la paura del fallimento e con un senso diffuso di smarrimento. Eppure non cede mai al pessimismo. Al contrario, ricorda che la fragilità non è una colpa né un limite da nascondere. È una dimensione profondamente umana che, quando viene condivisa con sincerità, può trasformarsi nel punto di partenza di un legame autentico.

Mentre ormai, tristemente, si rincorre la perfezione da sbandierare sui social, questa  canzone restituisce valore alla vulnerabilità. Ci ricorda che il coraggio non consiste nel non avere paura, ma nel trovare qualcuno davanti al quale sia possibile confessarla. Ogni tanto, è bello ricordarsi che l’amore non nasce dalla perfezione, ma dalla reciproca accettazione delle proprie imperfezioni.

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