Mozart si fermò a Capua. Il giorno in cui il genio attraversò il Volturno.

Pubblicato il 27 giugno 2026 alle ore 23:48

di Roberto Alicandri 

"Cristo sì è fermato a Eboli" e Mozart si fermò a Capua. 

 Se nella celebre metafora di Carlo Levi, Eboli rappresenta il punto in cui la civiltà si interrompe, il viaggio del genio salisburghese nel maggio del 1770 si mosse nella direzione opposta, trasformando ogni sosta in un tassello fondamentale della sua maturazione artistica. La geografia della grande musica evoca immediatamente i nomi di Vienna, Salisburgo, Milano o Napoli. Esistono però anche città che, lontano dai grandi circuiti della memoria collettiva, custodiscono episodi straordinari che meritano di essere riscoperti. Tra queste vi è certamente Capua, città d’arte e di studi, che può vantare un legame tanto affascinante quanto poco noto con uno dei più grandi geni della storia della musica: Wolfgang Amadeus Mozart.

Era il maggio del 1770 quando il giovane Mozart, appena quattordicenne, intraprese insieme al padre Leopold il suo primo grande viaggio in Italia. Quel percorso, destinato a segnare profondamente la sua formazione artistica e intellettuale, lo portò ad attraversare alcune delle più importanti città della penisola, consentendogli di entrare in contatto con tradizioni musicali, ambienti culturali e personalità che avrebbero contribuito in maniera decisiva alla sua straordinaria maturazione.

Nel viaggio verso Napoli, padre e figlio fecero tappa anche a Capua. La permanenza, inizialmente prevista come una semplice sosta lungo il percorso, si trasformò in un’esperienza culturale di grande suggestione. La città, ancora nel pieno del suo prestigio religioso e artistico, offrì al giovane musicista l’occasione di partecipare a solenni celebrazioni liturgiche accompagnate da importanti esecuzioni musicali, confermando quel ruolo di centro culturale che Capua aveva costruito nel corso dei secoli.

La tradizione storica locale conserva un ricordo particolarmente suggestivo di quel soggiorno: Mozart avrebbe infatti suonato l’organo della Chiesa della Santissima Annunziata di Capua, uno degli edifici religiosi più importanti e rappresentativi della città. Immaginare il giovane compositore austriaco seduto davanti alle tastiere di quello storico strumento significa compiere un viaggio nel tempo, tornando a un momento in cui il genio mozartiano era già pienamente riconoscibile, pur non avendo ancora dato vita ai capolavori che lo avrebbero consegnato all’immortalità.

Nel maggio del 1770, Wolfgang Amadeus Mozart si trovava ancora agli inizi della sua straordinaria avventura artistica. Mancavano molti anni alla composizione delle grandi opere teatrali, delle ultime sinfonie e del celebre Requiem, ma il talento che avrebbe cambiato per sempre la storia della musica occidentale era già evidente agli occhi dei contemporanei.

Questo episodio rappresenta molto più di una semplice curiosità biografica. Esso testimonia il ruolo che Capua continuava a svolgere nel Settecento come centro di cultura, arte e spiritualità. La città, erede di una tradizione millenaria che affondava le proprie radici nell’età romana, nel Medioevo longobardo e nell’epoca federiciana, si confermava ancora una volta un luogo capace di dialogare con le grandi correnti culturali europee.

La presenza di Mozart a Capua assume così un valore simbolico straordinario. Da una parte vi è il giovane prodigio destinato a rivoluzionare la storia della musica occidentale; dall’altra una città che da secoli aveva fatto della cultura, dello studio e dell’arte uno dei propri tratti distintivi. L’incontro tra queste due storie, avvenuto quasi per caso sulle rive del Volturno, restituisce ancora oggi l’immagine di una Capua profondamente inserita nei grandi itinerari culturali del suo tempo.

Forse nessuno avrebbe immaginato che quel ragazzo fosse destinato a diventare uno dei più grandi compositori di tutti i tempi. Eppure è affascinante pensare che, lungo il cammino che lo avrebbe condotto all’immortalità, Wolfgang Amadeus Mozart abbia lasciato una piccola ma preziosa traccia anche nella storia culturale di Capua, contribuendo ad arricchire ulteriormente il patrimonio di memoria e di bellezza di una delle città più antiche e prestigiose del Mezzogiorno italiano.

Camminare oggi per le strade di Capua significa, in fondo, attraversare secoli di arte, di storia e di cultura, toccando con mano le tracce di una città che ha saputo accogliere imperatori, letterati, uomini di Chiesa e, per un breve ma significativo momento, anche uno dei più grandi geni della musica di tutti i tempi.

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