di Bruno Marfé
Domenica 21 giugno 2026, Giornata Internazionale della Musica, il Quirinale ospiterà il concerto Gli Strumenti del Mare: voci e suoni migranti. Non una semplice celebrazione, ma un atto di memoria collettiva: la musica come linguaggio attraverso cui gli esseri umani riconoscono ciò che condividono, anche quando provengono da luoghi lontani, parlano lingue diverse e portano con sé storie che non sempre trovano parole.
Protagonisti della serata saranno gli archi del Quartetto Pessoa. Nati dal progetto Metamorfosi della Casa dello Spirito e delle Arti, ideato da Arnoldo Mosca Mondadori, questi strumenti sono stati costruiti dai detenuti dei Laboratori di Liuteria e Falegnameria delle carceri di Milano-Opera, Secondigliano, Monza e Rebibbia con il legno delle imbarcazioni con cui migliaia di persone hanno attraversato il mare. Recuperato dall'Agenzia Accise Dogane e Monopoli di Stato, quel materiale è stato sottratto al destino di semplice relitto e trasformato in voce. Nei colori stessi del legno restano le tracce di ciò che ha attraversato: la musica eseguita con questi strumenti non rappresenta la memoria, la contiene.
Il repertorio scelto per il concerto porta la firma di Ennio Morricone, che fu tra i primi sostenitori del progetto Metamorfosi. Colpito dalle croci ricavate dallo stesso legno delle barche, compose Le voci del mare quasi intuendo che quella materia avesse qualcosa da raccontare ancor prima di diventare strumento. In programma figurano alcune delle sue pagine più amate: C'era una volta in America, La leggenda del pianista sull'oceano, Nuovo Cinema Paradiso, C'era una volta il West. Pochi compositori come lui hanno saputo aprire paesaggi interiori vasti con una manciata di note.
Anche Nicola Piovani è parte integrante di questa storia. Se nel concerto risuoneranno le melodie di La vita è bella, va ricordato che il compositore scrisse Il canto del legno ispirandosi al primo Violino del Mare, eseguito il 4 febbraio 2022 alla presenza di Papa Francesco. La sua presenza in questo programma non è dunque soltanto musicale: è legata alla vicenda umana e simbolica degli strumenti stessi.
Accanto a Morricone e Piovani trovano spazio le musiche di Astor Piazzolla con Adios Nonino e Libertango — un omaggio che celebra anche l'affezione di Papa Francesco per il grande compositore argentino, e che ricorda come certi linguaggi nascano in un luogo preciso per poi diventare patrimonio di tutti. Chiude il programma Tango Libero, composizione del 2025 del giovane Tommaso Quaranta, classe 2003: un lavoro in cui voce e scrittura musicale cercano un equilibrio personale tra rigore formale e apertura all'improvvisazione.
A dar vita a queste sonorità sarà il Quartetto Pessoa, formato da Marco Quaranta e Rita Gucci ai violini, Achille Taddeo alla viola e Marco Simonacci al violoncello, con Tommaso Quaranta al pianoforte. Fondato a Roma nel 1998, il gruppo ha costruito negli anni un percorso artistico che attraversa musica classica, tango, jazz, musica da film e contemporanea, senza concepire i generi come compartimenti separati. Gli arrangiamenti delle musiche di Ennio Morricone sono firmati da Massimiliano Gucci.
Il 21 giugno, nelle sale del Quirinale, non risuoneranno soltanto quattro archi. A prendere voce saranno le traversate del mare, il lavoro silenzioso dei detenuti che hanno dato nuova forma a quel legno e la capacità — non metaforica, ma concreta — della musica di trasformare la materia in qualcosa che dura. Perché il suono che si ascolterà non è una metafora: nasce davvero da un materiale che ha attraversato il mare e che, grazie all'arte, continua a raccontare la sua storia.
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