Addio a Dick Parry, il sax che rese immortale il suono dei Pink Floyd

Pubblicato il 23 maggio 2026 alle ore 13:35

di Roberto Alicandri 

È morto a 83 anni Dick Parry, il sassofonista britannico che contribuì in maniera decisiva a rendere inconfondibile il suono dei Pink Floyd. La notizia della sua scomparsa è stata confermata da David Gilmour, che lo ha ricordato come un amico fraterno e come uno dei musicisti più raffinati incontrati nella propria carriera.

Per il grande pubblico il suo nome forse non possedeva la notorietà delle grandi icone del rock, eppure il sax di Dick Parry appartiene ormai alla memoria collettiva della musica contemporanea. Basta ascoltare pochi secondi di “Money”, “Us and Them” o “Shine On You Crazy Diamond” per riconoscere immediatamente quel suono caldo, elegante, notturno, capace di attraversare le atmosfere psichedeliche dei Pink Floyd senza mai risultare invadente.

Parry non fu mai soltanto un musicista chiamato ad accompagnare una band. Il suo sax divenne parte integrante dell’identità sonora floydiana. In “Us and Them” le sue note sembrano amplificare il senso di distanza e fragilità umana che attraversa il brano; in “Money” il fraseggio assume invece un carattere più nervoso e urbano, quasi jazzistico, perfetto per accompagnare la critica al materialismo moderno costruita dalla band. Ma è forse in “Shine On You Crazy Diamond” che il suo contributo raggiunge una dimensione quasi emotiva: il sax entra lentamente nel tessuto musicale come una voce malinconica, sospesa tra nostalgia e contemplazione.

 

Nato nel Suffolk nel 1942, Dick Parry era legato a David Gilmour sin dai tempi giovanili trascorsi a Cambridge. Fu proprio Gilmour a volerlo accanto ai Pink Floyd negli anni della loro massima maturità artistica, riconoscendo in lui una qualità rara: la capacità di trasformare poche note in qualcosa di immediatamente evocativo e riconoscibile. Il suo contributo risulta infatti fondamentale in album destinati a cambiare la storia del rock come The Dark Side of the Moon e Wish You Were Here.

A differenza di molte figure dell’universo rock degli anni Settanta, Parry scelse sempre la discrezione. Non inseguì il protagonismo, non cercò la centralità mediatica, ma lasciò parlare esclusivamente il proprio strumento. Ed è forse proprio questa sua eleganza silenziosa ad averlo reso tanto importante: Dick Parry apparteneva a quella categoria di musicisti capaci di incidere profondamente nella storia della musica senza bisogno di occupare continuamente il centro della scena.

Con la sua morte scompare uno degli ultimi grandi interpreti di quella stagione irripetibile del rock britannico in cui tecnica, sensibilità e ricerca sonora riuscivano a fondersi in modo naturale. Ma il suo sax continuerà a vivere dentro canzoni che da oltre cinquant’anni accompagnano intere generazioni. E ogni volta che quelle note torneranno a riempire una stanza, sarà impossibile non riconoscere, dietro quel suono, la voce discreta e immortale di Dick Parry.

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