“Lunga è la notte” . La voce di Peppino Impastato che sfidò la mafia.

Pubblicato il 9 maggio 2026 alle ore 12:05

di Roberto Alicandri 

Nella notte tra l’8 e il 9 maggio 1978, Peppino Impastato venne rapito e assassinato dalla mafia a Cinisi. Aveva soltanto trent’anni. La sua voce, libera e scomoda, dava fastidio perché rompeva il silenzio, denunciava i legami tra criminalità, potere e omertà in una Sicilia che troppo spesso era stata costretta a convivere con la paura.

Impastato aveva scelto una strada difficile: opporsi pubblicamente alla mafia pur provenendo da una famiglia legata a quell’ambiente. Attraverso l’esperienza di Radio Aut, le sue trasmissioni satiriche, gli interventi politici e culturali, trasformò la parola in uno strumento di resistenza civile. Non cercava eroismi. Cercava verità, libertà, dignità.

Per molti anni si tentò persino di infangarne la memoria, facendo passare il suo omicidio come un attentato fallito o un gesto volontario. Solo grazie alla tenacia della mamma, della famiglia, degli amici e di tanti cittadini impegnati nella ricerca della verità, il suo nome è diventato oggi uno dei simboli più forti della lotta contro la mafia.

A distanza di decenni, ricordare Peppino Impastato significa ricordare che la libertà non è mai qualcosa di scontato. Significa comprendere quanto possa essere potente una voce capace di opporsi al conformismo e alla paura, anche quando tutto sembra immobile.

Per questo oggi pubblichiamo alcuni suoi versi, quasi come una memoria civile affidata alla poesia:

“Lunga è la notte
e senza tempo.
Il cielo gonfio di pioggia
non consente agli occhi
di vedere le stelle.
Non sarà il gelido vento
a riportare la luce,
né il canto del gallo,
né il pianto di un bimbo.
Troppo lunga è la notte,
senza tempo,
infinita.”

 

In questi versi sembra esserci tutta la percezione di un tempo oscuro, sospeso, ferito, ma  proprio nella capacità di nominare quella notte si intravede anche il significato più profondo della testimonianza di Peppino Impastato: continuare a parlare, continuare a denunciare, continuare a cercare la luce anche quando il cielo sembra non lasciare spazio alle stelle.

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Commenti

Floriana
17 giorni fa

Ricordo forte l'emozione di quando sono stata in visita a Casa di Peppino a Cinisi,nell'estate 2022,con mio marito e i miei figli!Fu allora che lessi per la prima volta alcuni versi di Peppino.....Erano lì, scritti di suo pugno....Belli e vivi, da far piangere!Portammo infine i ragazzi a percorrere i 100 passi! E poi in spiaggia a Magaggiari!