di Roberto Alicandri
“Seguite i pochi, et non la volgar gente”.
Il verso di Francesco Petrarca, custodito nel Canzoniere, attraversa i secoli con una limpidezza che parla da sola. Dentro quelle parole c’è una direzione, una scelta da assumere, un modo di stare nel mondo.
I “pochi” non indicano un’élite sociale, ma una qualità dello spirito. Sono le persone sagge che cercano la verità, la profondità. Sono quelle menti che si concedono tempo, che non riducono il pensiero a reazione immediata. Nei pochi si riconosce una forma di attenzione, una misura che nasce dall’ascolto e dalla fatica del comprendere.
La “volgar gente” prende corpo come abitudine collettiva, come adesione spontanea a ciò che passa, a ciò che si ripete, a ciò che rassicura. È il fluire continuo di parole che non si fermano, di giudizi che non maturano, di opinioni che si accendono e si spengono nello stesso istante.
Petrarca scrive nel pieno di un passaggio storico. Il Trecento segna una svolta: l’uomo torna a interrogare se stesso, la coscienza diventa luogo di esperienza, il tempo si fa misura della vita. Il suo umanesimo nasce qui, nella tensione tra memoria e presente, tra studio e interiorità.
Nel Canzoniere questa ricerca assume una forma intima. Laura attraversa i versi come presenza viva, capace di accendere desiderio e inquietudine. Il tempo scorre, la memoria trattiene, il cuore si divide. La poesia diventa lo spazio in cui tutto questo prende forma e resta.
Seguire i pochi significa scegliere la complessità. Significa accettare la lentezza del pensiero, riconoscere il peso delle parole, sostenere il silenzio quando serve. È una direzione che chiede costanza, una fedeltà che cresce nel tempo.
Attualmente, siamo attraversati da velocità algoritmiche che decidono il ritmo delle parole e delle immagini, e da una spinta continua a metterci in mostra. I social costruiscono una scena permanente in cui tutto chiede visibilità, presenza, reazione. Il pensiero si accorcia, si adatta, cerca approvazione. Si parla per essere visti più che per dire davvero.
Seguire i pochi significa allora scegliere con chi e con cosa stare anche dentro questo spazio. Vuol dire sottrarre qualcosa alla superficie, custodire uno sguardo che non si lascia guidare solo dal consenso. È un esercizio di libertà che restituisce alla coscienza la responsabilità di orientarsi, e che trova la sua misura nella capacità di restare fedeli a ciò che vale.
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Commenti
Quanta verità in un post! Quanta superficialità ed esibizionismo
Articolo impeccabile e veritiero