"Dislessico famigliare. Cronache (s)connesse di una famiglia perfettamente normale" di Giampaolo Morelli e Gloria Bellicchi

Pubblicato il 23 aprile 2026 alle ore 13:51

di Roberto Alicandri

C’è una forma di ingiustizia silenziosa che attraversa le biografie di molti: essere giudicati per ciò che non si è mai stati.

È da questa crepa che nasce Dislessico famigliare. Cronache sconnesse di una famiglia speciale, un libro che non si limita a raccontare un disturbo specifico dell'apprendimento, ma restituisce dignità a uno sguardo diverso sul mondo.

Al centro c’è Giampaolo Morelli, volto noto del cinema e della televisione italiana, attore e regista di grande talento, che insieme a sua moglie Gloria Bellicchi sceglie di raccontare non solo sé stesso, ma la propria famiglia.
Una famiglia in cui la dislessia riguarda lui e anche i suoi due figli. Ed è proprio da questa consapevolezza condivisa che nasce l’idea del libro.

Non si tratta, dunque, di una testimonianza isolata, ma di un’esperienza familiare, quasi generazionale. La dislessia entra nella narrazione non come problema da risolvere, ma come chiave per rileggere l’intero percorso di crescita. 
Ciò che un tempo veniva interpretato come pigrizia o mancanza di capacità si rivela, pagina dopo pagina, per ciò che è davvero. A questo punto il libro compie il suo passaggio più importante. La dislessia non è necessariamente un limite, ma può diventare anche una risorsa, talvolta persino un vantaggio.
Questa consapevolezza acquisita nel tempo non ha nulla di retorico, perché nasce dall’esperienza concreta, dai tentativi, dagli errori, ma anche dai risultati raggiunti.

La scrittura procede per frammenti, coerente con il titolo: “cronache sconnesse” che però, proprio nella loro apparente discontinuità, restituiscono un senso profondo di verità. È un memoriale che si intreccia al racconto educativo senza mai assumere toni didascalici.

Piuttosto, accompagna il lettore dentro una quotidianità fatta di compiti difficili, lettere che sfuggono, ma anche intuizioni, creatività, capacità di vedere ciò che altri non vedono.

Morelli, che il pubblico conosce per la sua versatilità artistica, dimostra qui una profondità ulteriore, mentre la voce di Bellicchi aggiunge uno sguardo materno e concreto, capace di rendere il racconto ancora più umano.

In conclusione, Dislessico famigliare è un libro che chiede comprensione e invita i lettori a spostare lo sguardo, perché forse il problema non è mai stato chi apprende in modo diverso, ma chi continua a misurare tutti con lo stesso metro e, paradossalmente, finisce per non apprendere affatto. 

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