di Bruno Marfé
Ogni grande torneo produce classifiche, statistiche, polemiche arbitrali e interminabili dibattiti tra opinionisti. Ma esiste un patrimonio immateriale che nessuna FIFA potrà mai censire: i messaggi WhatsApp degli amici durante le partite.
In questo campo Paolo Palomb gioca in una categoria tutta sua. Le sue telecronache non seguono semplicemente il pallone, ma si sviluppano in un universo parallelo dove convivono geopolitica internazionale, ricordi calcistici degli anni Ottanta, calciomercato immaginario e un rapporto quasi personale con il VAR.
Siamo a metà della prima fase del Mondiale, e già il bottino è abbondante. È dunque giunto il momento di raccogliere alcuni frammenti di questo patrimonio dell'umanità. Dimenticate i freddi commenti tecnici e le sofisticate analisi tattiche. Benvenuti nel mondo delle «Mattizie di Paolo», il telecronista definitivo.
La geopolitica calcistica
Per Paolo il calcio non è semplicemente uno sport, ma un delicato equilibrio internazionale. Le sorti del pianeta possono cambiare in qualsiasi momento e tutto, inevitabilmente, passa attraverso un pallone.
La perla arriva durante una partita dell'Iran:
«Cmq se l IRAN vince riaprono Hormuz!!!!»
Improvvisamente il calcio diventa diplomazia, commercio globale, sicurezza energetica. L'entusiasmo per la riapertura dello stretto dura però pochissimo.
«Hormuz Riapre!!!!»
Ma ecco arrivare l'implacabile tecnologia.
«Loffside!!! Hormuz richiude!!!»
In pochi secondi un fuorigioco riesce a modificare gli equilibri geopolitici del Medio Oriente.
Il fantacalcio del multiverso
Se i telecronisti tradizionali si limitano alle formazioni ufficiali, Paolo vive in una dimensione nella quale spazio, tempo e nazionalità sono concetti relativi.
La prova arriva con una delle sue intuizioni più geniali:
«Prima vittoria dell'Egitto. E volevo vede' con Zico, Salah e Trezeguet…»
Un brasiliano degli anni Ottanta, un francese campione del mondo nel 1998 e un campione egiziano contemporaneo. Un attacco impossibile, eppure perfettamente plausibile nell'universo parallelo delle Mattizie.
Del resto, se i telecronisti raccontano ciò che accade, Paolo racconta ciò che potrebbe accadere, ciò che avrebbe dovuto accadere e, soprattutto, ciò che nessuno aveva minimamente immaginato.
La saga di Lukaku
Ogni grande narratore ha il suo antagonista. Per Paolo, questo ruolo spetta senza discussioni a Romelu Lukaku, protagonista di una vera e propria saga fatta di occasioni mancate, sentenze definitive e trasferimenti improbabili.
Dopo l'ennesimo errore sotto porta, il verdetto è immediato:
«Lukaku all Akragas!»
Quando gli viene chiesto cosa abbia combinato di tanto grave, la risposta arriva in stampatello, quasi scolpita nella pietra:
«N I E N T E!!!! Manco a porta vuota!!!»
Davanti a certe prestazioni non resta che un consiglio igienico-sanitario:
«…sotto la doccia… Va te lave…»
Nemmeno Lionel Messi riesce a sottrarsi all'ombra del centravanti belga. Quando l'argentino sbaglia un rigore, il giudizio è impietoso:
«Lionello alla Lukaku…»
Per Paolo, evidentemente, esiste una categoria universale dell'errore calcistico. E porta un solo nome.
Il dizionario essenziale palombese
Paolo non consulta la Crusca. La riscrive.
Nel corso del torneo è nato un vero e proprio vocabolario parallelo, destinato probabilmente a rimanere incomprensibile agli studiosi del futuro.
Loffside: il fuorigioco.
Caccirigol!!!!: l'esultanza per un rigore trasformato.
Fabio Varrato: la personificazione del VAR, nata da un gol annullato all'Uzbekistan allenato da Fabio Cannavaro.
Bosh va fa i Lavatrici!!!!: invito rivolto ai calciatori che non rispettano le aspettative.
Cuccuccucuuuurellaaa: versione lirica e gioiosa dei giocatori spagnoli.
OYARZABALLL e OYARZABALLLBISSSS: perché uno solo non basta.
Ma il capolavoro assoluto arriva quando un giocatore viene ammonito e Paolo commenta:
«Ammonito sigarette a Menta»
Una frase apparentemente priva di senso, seguita però dall'invio di un link sulle storiche sigarette Salem, quasi a dimostrare che dietro il genio esiste sempre un rigoroso metodo scientifico.
Il meteorologo e il signor Varrato
Le Mattizie non conoscono soste. Nemmeno un nubifragio riesce a interrompere la telecronaca.
Durante una partita sospesa a Philadelphia per il maltempo, Paolo riassume l'accaduto con la consueta precisione:
«U PATE PATE I L ACQUA A PHILADELPHIA…»
Poco dopo arriva il bollettino definitivo:
«FULMINATI!»
E poi c'è lui. Il VAR.
Che per il resto del mondo è un acronimo.
Per Paolo è una persona in carne e ossa.
Più precisamente:
«Fabio VARRATO!»
Un'entità misteriosa e onnipotente che, a suo dire, si è accanita contro l'Uzbekistan di Fabio Cannavaro.
La richiesta di precisione
A un certo punto ho provato a introdurre un po' di ordine in questo caos creativo.
«Ué… se vuoi fare il mio telecronista dedicato… devi essere preciso!»
La risposta è arrivata poco dopo, in occasione di una rete di Cristiano Ronaldo.
«Se puozze sceta' CR7!»
E subito dopo, con la precisione richiesta:
«Se puozze sceta' CR7 BIS - 3A0»
Millimetrico, appunto.
* * *
La prima fase del Mondiale non è ancora terminata, ma le telecronache parallele di Paolo sono già entrate nella storia.
Del resto, i risultati li trovano tutti. Le statistiche pure. Le moviole non mancano mai.
Le Mattizie, invece, sono materiale raro.
Un piccolo patrimonio di comicità involontaria, sospeso tra il bar dello sport, il surrealismo e il flusso di coscienza.
E, come tutte le cose preziose, meritano di essere tramandate.
Per ora, l'inventario si chiude qui. Ma il torneo non è finito. Ci sono ancora partite, fuorigioco, rigori e, quasi certamente, altri Lukaku metaforici in attesa di essere mandati sotto la doccia.
L'appuntamento è alla fine del Mondiale. Quando il sipario calerà sull'ultimo atto, torneremo a fare i conti con l'opera omnia di Paolo Palomba — telecronista, geopolitico, lessicografo e meteorologo. Il tutto su WhatsApp, naturalmente.
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