Rosa d’agosto

Pubblicato il 26 agosto 2026 alle ore 16:34

di Agata Albanese 

Mia rosa d’agosto,
inermi petali i tuoi, sotto il peso dei giorni.
Lontano lo sguardo che non riconosce,
lontana la voce che non accenna più il mio nome.
Solo gemiti muti,
inermi,
come fragili cristalli.
L’acqua continua a scorrere
perdendo la riva,
si consuma poco a poco
fino a lasciare arsura.
Un tempo
mi vedevi
e nel silenzio mi dicevi quanto mi amavi .
Bastavano gli occhi ad incontrarsi e l'eleganza delle tue carezze.
Tu mi hai insegnato l'amore donandomi il tuo.
Ora il silenzio
dentro questa stanza si fa mio e ti piange .
Il corpo
è legno spaccato dal sole,
ulivo antico senza linfa, piegato dagli anni.
Radice
che trattiene
ciò che l’anima
vorrebbe lasciare.
Chiedo quiete,
che tu abbia pace da questi tormentati anni .
Che tu possa trovarti leggera
rosa tra le altre
nel roseto che non conosce morte
mentre io resto
a pensarti e a vederti in ogni cosa imparandone l'assenza .
Che io possa
portarti in me come è sempre stato e ancora di più.



23 agosto 2026
A mia madre, la mia rosa d'agosto 🌹 alla quale oggi non posso regalare un sorriso e cantare tanti auguri.

Agata Albanese ci regala un’altra bellissima poesia, Rosa d’agosto, dedicata alla madre. Versi intimi e dolorosi nei quali la memoria dell’amore ricevuto si intreccia alla sofferenza del presente. La rosa diventa simbolo di una presenza che, anche quando sembra allontanarsi, continua a vivere nell’amore di chi resta.

Roberto Alicandri

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