Luca Pennacchia è un architetto, docente di scuola secondaria di I grado, da sempre legato a una ricerca espressiva che intreccia rigore progettuale e sensibilità artistica. Accanto all’insegnamento coltiva la passione per il disegno, lo studio della fisica, la filosofia e la scrittura di matrice ermetica, ambiti attraverso i quali sviluppa una riflessione personale sul rapporto tra immagine, parola e interiorità.
La sua scrittura si muove tra simbolo e intuizione, privilegiando atmosfere sospese e significati che non si esauriscono nell’immediatezza, ma invitano il lettore a un’esperienza di interpretazione e ascolto profondo. Di seguito vi proponiamo una sua poesia dal titolo Volturno.
Ph. Marco De Persis
Volturno
Navigo il fiume torbido
Il percorso è incerto
Cerco stabilità
Non affondo
Raggiungo la meta
Questo era?
Torno stanco al pontile
Domani rinavigo
Una poesia breve ed essenziale, dal tono fortemente ermetico, nata durante un’esperienza reale in kayak.
Il fiume torbido diventa metafora dell’incertezza della vita, mentre il continuo navigare richiama la fatica quotidiana del cercare un equilibrio senza mai fermarsi davvero. Ed è forse proprio nell’ultimo verso, “Domani rinavigo”, che il testo trova la sua immagine più intensa: la scelta di ripartire, nonostante tutto.
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