di Roberto Alicandri
C’è un pianto nel mondo che non dovrebbe esistere,
un suono che il cielo non dovrebbe sentire.
È il pianto dei bambini nella notte della guerra,
una ferita viva nel respiro della terra.
È un pianto sottile che attraversa il dolore,
come un vento leggero che sfiora ogni cuore.
Non chiede vendetta, non giudica, non accusa,
ma pesa sul mondo come una ferita diffusa.
Ogni lacrima cade come pioggia sul cuore,
ricordando agli uomini il peso del dolore.
Forse la pace nascerà proprio quel giorno
quando l’odio cadrà e non farà più ritorno.
L'umanità sarà salva davvero
quando quel lamento diventerà più leggero
e nessun bambino, con il suo pianto profondo,
farà più tremare il silenzio del mondo.
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