di Roberto Alicandri
C’è una particolare soddisfazione nel vedere confermata, dal giudizio della critica nazionale, un’intuizione maturata attraverso l’ascolto attento e la riflessione culturale. Le cinquine finaliste delle Targhe Tenco 2026, il più prestigioso riconoscimento della canzone d’autore italiana assegnato da una giuria di giornalisti, critici ed esperti del settore, hanno riservato anche a Partiture Letterarie un piccolo motivo di orgoglio.
Nella categoria Miglior album in dialetto (o lingua minoritaria parlata in Italia) figurano infatti cinque opere di straordinario valore artistico e culturale:
- Roberto Colella – Ce Sta Sempe Na Via
- Carmen Consoli – Amuri luci
- Francesca Incudine – Radica
- Chiara Raggi – Zénta
- Daniele Sepe / Capitan Capitone & i Fratelli della Costa – 40N 14E
Tra questi lavori, Partiture Letterarie aveva già dedicato approfondimenti a Ce Sta Sempe Na Via di Roberto Colella e ad Amuri luci di Carmen Consoli, riconoscendo fin dalla loro pubblicazione la qualità di due opere capaci di restituire alle lingue della tradizione italiana una forza espressiva profondamente contemporanea.
L’album di Roberto Colella, già anima e voce dei La Maschera, rappresenta un viaggio poetico nella lingua napoletana, trasformata in strumento di memoria, ricerca interiore e speranza. Un lavoro intenso e autentico, che conferma la vitalità della canzone d’autore partenopea contemporanea.
Con Amuri luci, invece, Carmen Consoli torna a esplorare la profondità della lingua siciliana, facendo del dialetto non un elemento nostalgico o folklorico, ma una vera e propria lingua poetica capace di raccontare identità, radici e sentimenti universali.
Ma la ricchezza di questa cinquina sta anche nella presenza di artisti che da anni lavorano sul recupero e sul rinnovamento delle lingue e delle culture locali: dalla ricerca musicale e antropologica di Francesca Incudine con Radica, alla sensibilità romagnola di Chiara Raggi con Zénta, fino all’energia meticcia e mediterranea di Daniele Sepe e Capitan Capitone & i Fratelli della Costa con 40N 14E.
Se il compito della critica culturale è anche quello di riconoscere e valorizzare le opere più significative prima che arrivino i grandi riconoscimenti, allora questa cinquina delle Targhe Tenco rappresenta per noi una piccola, preziosa conferma. Perché le lingue della tradizione, quando incontrano talento, ricerca e autenticità, continuano a produrre alcune delle pagine più belle della musica italiana contemporanea.
A tutti i finalisti va il nostro più sincero augurio. E a Roberto Colella e Carmen Consoli, che abbiamo avuto il piacere di raccontare sulle pagine di Partiture Letterarie, un particolare e affettuoso in bocca al lupo per questo prestigioso traguardo.
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