di Roberto Alicandri
Esistono canzoni che riescono a trasformarsi in racconto, confessione e poesia nello stesso istante. "Diego e io" di Brunori Sas appartiene certamente a questa categoria. Inserito nell’album "A casa tutto bene" del 2017, il brano prende ispirazione dalla relazione intensa e dolorosa tra Frida Kahlo e Diego Rivera, una delle storie d’amore più celebri e tormentate del Novecento artistico.
Brunori costruisce il brano assumendo direttamente il punto di vista di Frida. Non racconta soltanto una storia d’amore, ma entra nella fragilità fisica e psicologica della pittrice messicana, segnata per tutta la vita dal dolore del corpo e dalla dipendenza affettiva nei confronti di Rivera. Il titolo stesso richiama il celebre dipinto Diego y yo, uno degli autoritratti più inquieti di Frida Kahlo, realizzato nel 1949.
Nel testo convivono amore assoluto, desiderio, rabbia e perdono. Diego Rivera appare come una presenza inevitabile, quasi una ferita impossibile da chiudere. Brunori riesce così a raccontare non il semplice romanticismo, ma quella forma di amore totalizzante che consuma lentamente chi lo vive. La relazione tra i due artisti fu infatti segnata da tradimenti reciproci, separazioni, malattie e continui ritorni.
Uno degli aspetti più affascinanti del brano è la sua capacità di intrecciare pittura e musica. La sofferenza fisica di Frida Kahlo — conseguenza del terribile incidente che segnò la sua giovinezza — diventa nella canzone materia poetica. La stanza, il letto, lo specchio e il corpo martoriato richiamano direttamente l’immaginario degli autoritratti della pittrice messicana, nei quali il dolore non viene nascosto ma trasformato in arte.
Musicalmente Diego e io è costruita con estrema delicatezza: pianoforte, archi e una vocalità quasi trattenuta accompagnano un testo che sembra sospeso tra confessione privata e monologo teatrale. Anche per questo molti hanno definito il brano una delle composizioni più intense della produzione di Brunori Sas, capace qui di abbandonare l’ironia più esplicita per entrare in una dimensione lirica e profondamente emotiva.
La forza della canzone sta proprio nella sua umanità. Brunori non idealizza Frida Kahlo trasformandola in icona pop, ma ne restituisce tutta la fragilità. Una donna geniale, libera, rivoluzionaria e allo stesso tempo terribilmente vulnerabile. In questo senso "Diego e Io" diventa molto più di una semplice canzone biografica. È una riflessione sull’amore quando smette di essere rassicurazione e diventa ferita, dipendenza, ossessione e memoria.
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