Ventisette anni fa “Il mio nome è Mai più”. L’inno pacifista di Ligabue, Jovanotti e Piero Pelù che parla ancora al presente.

Pubblicato il 18 giugno 2026 alle ore 21:42

di Roberto Alicandri 

Il 17 giugno 1999 usciva Il mio nome è Mai più. Ventisette anni fa.

Ricordo ancora l’impressione che mi fece. Ero poco più che un ragazzino e quella canzone sembrava essere ovunque: nelle radio accese durante le giornate d’estate, nei programmi musicali, su MTV, che molti della mia generazione ricordano ancora come una delle colonne sonore di quegli anni. Dietro quel brano c’erano tre tra le voci più importanti della musica italiana: Ligabue, Jovanotti e Piero Pelù. Ma ciò che colpiva davvero era il messaggio. In un tempo segnato dalla guerra in Kosovo e agli interventi militari della NATO, Il mio nome è Mai più diventò un potente appello di pace, una denuncia dell’assurdità di ogni conflitto.

A ventisette anni di distanza, quelle parole continuano a conservare una straordinaria attualità. Anzi, in un mondo attraversato da una guerra mondiale a pezzi e nuove tensioni internazionali, sembrano parlarci con una forza ancora maggiore.

È proprio questo che distingue una semplice canzone da un’opera destinata a restare: la capacità di attraversare il tempo senza perdere significato. E così quel brano che emozionò un ragazzo alla fine degli anni Novanta continua ancora oggi a far riflettere un uomo adulto sul valore più fragile e prezioso che abbiamo: la pace. 

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