“Riccardino”: l’ultimo saluto di Andrea Camilleri al commissario Montalbano

Pubblicato il 23 luglio 2026 alle ore 21:02

di Roberto Alicandri 

"Riccardino” non è soltanto l’ultimo romanzo con protagonista il commissario Salvo Montalbano. È il congedo letterario con cui Andrea Camilleri chiude una delle saghe più amate della narrativa italiana contemporanea, lasciando ai lettori un’opera che assume il valore di un testamento artistico.

L’incipit è immediatamente coinvolgente. Una telefonata nel cuore della notte sveglia Montalbano: un uomo che si presenta come Riccardino gli dà appuntamento al bar Aurora. Il commissario, però, non conosce nessuno con quel nome. Poco dopo arriva la chiamata di Catarella: è stato commesso un omicidio e Fazio è già sulle tracce dell’assassino. Quando Montalbano giunge sul luogo del delitto, scopre che la vittima è proprio Riccardino, l’uomo che poche ore prima lo aveva contattato.

Da questa vicenda prende avvio un’indagine che, come spesso accade nei romanzi di Camilleri, non è soltanto una ricerca della verità, ma anche un’occasione per riflettere sul tempo, sulla memoria e sul senso della giustizia.

Fin dalle prime pagine emerge un Montalbano diverso. Gli anni iniziano a pesare, l’entusiasmo dell’investigatore instancabile lascia spazio alla stanchezza, e persino il desiderio della “caccia” sembra affievolirsi. È un commissario più disilluso, consapevole dei propri limiti e del tempo che passa. Questa dimensione umana rende il personaggio ancora più autentico e prepara il lettore a un finale che va oltre la semplice conclusione di un’indagine.

Anche il titolo colpisce per la sua apparente semplicità. "Riccardino" si distingue dai titoli simbolici ed evocativi che hanno caratterizzato gran parte della produzione di Camilleri. È un nome proprio, quasi dimesso, che sembra voler rinunciare a ogni effetto per indicare, con discrezione, che siamo davanti a un’opera diversa. Una scelta che segna una cesura e accompagna il lettore verso la conclusione definitiva del percorso narrativo.

Pubblicato postumo, secondo la precisa volontà dell’autore, il romanzo assume un significato ancora più profondo. Camilleri aveva infatti consegnato il manoscritto anni prima, chiedendo che venisse pubblicato soltanto dopo la sua morte. In questo modo ha protetto il destino del suo personaggio e ha potuto offrirgli un finale autenticamente suo, senza cedere a possibili continuazioni.

"Riccardino"  è quindi molto più dell’ultimo caso del commissario Montalbano. È una riflessione sul tempo che scorre, sul rapporto tra autore e personaggio e sul momento in cui ogni storia, anche la più amata, deve trovare il proprio compimento. Un romanzo che chiude una stagione straordinaria della letteratura italiana e che rappresenta il commosso saluto di Andrea Camilleri ai suoi lettori.

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