Michele Mari conquista il Premio Strega

Pubblicato il 9 luglio 2026 alle ore 09:33

di Roberto Alicandri 

La vittoria di Michele Mari al Premio Strega 2026 rappresenta uno degli esiti più significativi della recente storia letteraria italiana. Con il romanzo I convitati di pietra, pubblicato da Einaudi, lo scrittore milanese ha conquistato il più prestigioso riconoscimento nazionale, ottenendo 190 voti e confermando i pronostici della vigilia che lo indicavano come il principale favorito.

Per Mari si tratta di un riconoscimento che arriva al termine di un lungo percorso artistico. Considerato da decenni una delle voci più originali e raffinate della narrativa contemporanea, ha costruito un’opera caratterizzata da una straordinaria ricchezza linguistica, da un continuo dialogo con la tradizione letteraria e da una profonda capacità di intrecciare memoria, immaginazione e riflessione culturale.

I convitati di pietra racconta la storia di un gruppo di ex compagni di liceo che decide di ritrovarsi periodicamente nel corso della vita. Attraverso il trascorrere degli anni, le cene diventano il luogo in cui riaffiorano amicizie, rivalità, rimpianti e il progressivo confronto con il tempo e con la morte, in un romanzo che riflette sulla fragilità dell’esistenza e sulla forza della memoria. 

L’edizione 2026 del Premio Strega è stata accompagnata anche da polemiche che hanno coinvolto lo stesso autore nelle settimane precedenti alla finale. La Fondazione Bellonci aveva tuttavia ribadito che il Premio resta una competizione tra opere e che il regolamento non consentiva alcuna esclusione dalla gara, riportando così il dibattito sul terreno della letteratura.

La vittoria di Michele Mari assume così anche un valore simbolico: premia uno scrittore che, lontano dalle mode del momento, ha sempre fatto della qualità della scrittura, della ricerca stilistica e dell’ambizione letteraria i tratti distintivi della propria produzione.

In un panorama editoriale spesso orientato verso il consumo rapido, il successo di I convitati di pietra ricorda come la letteratura possa ancora essere il luogo della complessità, della memoria e della profondità, confermando il Premio Strega come uno degli appuntamenti più importanti per la cultura italiana. 

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