Il Dicastero per la Dottrina della Fede dichiara la scomunica dei vescovi consacrati dalla Fraternità San Pio X.

Pubblicato il 2 luglio 2026 alle ore 12:24

di Roberto Alicandri 

Facendo seguito alla notizia riportata nella giornata di ieri sulle consacrazioni episcopali avvenute a Ecône senza mandato pontificio, pubblichiamo il decreto con cui il Dicastero per la Dottrina della Fede ha comunicato le conseguenze canoniche derivanti da tale atto. Si tratta di un documento di particolare rilevanza ecclesiale e storica, che interviene ufficialmente su una vicenda destinata a segnare nuovamente i rapporti tra la Santa Sede e la Fraternità Sacerdotale San Pio X.

Con un decreto emanato in data 2 luglio 2026, il Dicastero per la Dottrina della Fede ha comunicato ufficialmente le conseguenze canoniche derivanti dalle recenti consacrazioni episcopali conferite dalla Fraternità Sacerdotale San Pio X senza mandato pontificio.

Nel documento, firmato dal prefetto card. Víctor Manuel Fernández, dal segretario per la Sezione disciplinare mons. John J. Kennedy e dal segretario per la Sezione dottrinale mons. Armando Matteo, si afferma che mons. Alfonso de Galarreta, avendo proceduto alla consacrazione episcopale di quattro presbiteri «senza mandato pontificio e contro la volontà del Sommo Pontefice», ha compiuto un atto di natura scismatica, incorrendo ipso facto nelle pene previste dai canoni 1387 e 1364 §1 del Codice di Diritto Canonico del 2021.

Il decreto dichiara pertanto che sia mons. Alfonso de Galarreta, sia i quattro nuovi vescovi consacrati — Pascal Schreiber, Michael Goldade, Michel Poinsinet de Sivry e Marc Hanappier — sono incorsi ipso facto nella scomunica latae sententiae riservata alla Sede Apostolica.

Il Dicastero precisa inoltre che anche mons. Bernard Fellay, avendo partecipato direttamente alla celebrazione come conconsacrante e aderendo pubblicamente all’atto definito scismatico, è incorso nella medesima pena canonica prevista dal can. 1364 §1.

Nella parte conclusiva del decreto, il Dicastero rivolge un’ammonizione ai chierici e ai fedeli laici, invitandoli a non aderire allo scisma della Fraternità Sacerdotale San Pio X, avvertendo che tale adesione comporterebbe, a sua volta, l’incorrere ipso facto nella scomunica latae sententiae.

Il documento rappresenta un passaggio di particolare rilevanza nella complessa vicenda dei rapporti tra la Santa Sede e la Fraternità San Pio X, riaprendo una ferita ecclesiale che, negli ultimi anni, numerosi osservatori e lo stesso Pontefice avevano auspicato potesse trovare una soluzione nel dialogo e nella piena comunione ecclesiale.

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