“Ci basterà mangiare il vento”: il nuovo romanzo di Gianluca Gotto e la ricerca della felicità nelle piccole cose

Pubblicato il 3 luglio 2026 alle ore 13:40

di Roberto Alicandri 

Il nuovo romanzo di Gianluca Gotto, Ci basterà mangiare il vento, si presenta come un invito a rallentare e a interrogarsi sul significato autentico dell’esistenza.

Ambientato tra Singapore e Torino, il libro racconta il percorso umano e interiore di un uomo che, dopo aver trascorso gran parte della propria vita nel tentativo di proteggersi dal dolore e dall’imprevedibilità dell’esistenza, si trova costretto a confrontarsi con le proprie fragilità più profonde. Il viaggio narrato da Gotto non è soltanto geografico, ma soprattutto spirituale ed emotivo: un itinerario che attraversa la paura, il controllo, la sofferenza e, infine, la possibilità di una riconciliazione con se stessi.

Il titolo del romanzo trae origine da un’espressione della cultura malese, “mangiare il vento”, che indica la capacità di trovare gioia e serenità nelle esperienze più semplici e apparentemente insignificanti della vita quotidiana: una passeggiata, un momento di contemplazione, il piacere di fermarsi senza sentirsi obbligati a produrre o a dimostrare qualcosa. In questa espressione risiede probabilmente il nucleo filosofico dell’intera opera. 

Come già accaduto nelle sue precedenti pubblicazioni, Gianluca Gotto intreccia elementi narrativi, riflessione esistenziale e suggestioni provenienti dalla tradizione orientale, costruendo una storia che invita il lettore a interrogarsi sul rapporto tra felicità e controllo, tra paura e libertà, tra passato e presente. Il romanzo sembra suggerire che la sofferenza non possa essere eliminata dalla vita umana e che il tentativo di controllare ogni aspetto dell’esistenza finisca spesso per allontanarci proprio da ciò che stiamo cercando: una forma autentica di benessere e di pace interiore. 

In una società che ci spinge continuamente verso la complessità, l’efficienza e la competizione, Ci basterà mangiare il vento recupera una domanda antica e sempre attuale: è davvero necessario possedere di più, correre di più, ottenere di più per vivere bene? Oppure, come suggerisce il titolo stesso, potrebbe bastare imparare nuovamente a “mangiare il vento”, riscoprendo il valore delle cose semplici, del tempo e dell’ascolto di sé?

Al di là della trama, il nuovo lavoro di Gianluca Gotto si propone dunque come una riflessione sulla vulnerabilità umana e sulla possibilità di abitare il presente senza esserne costantemente in fuga. Una domanda letteraria, filosofica ed esistenziale che continua ad accompagnare l’uomo contemporaneo: quanto siamo disposti a perdere per paura di soffrire, e quanto, invece, potremmo guadagnare imparando finalmente a vivere?

 

 

L'autore

Gianluca Gotto (Torino, 1990) è uno degli autori italiani contemporanei più letti nel panorama della narrativa esistenziale e della letteratura di viaggio. Dopo aver lasciato l’Italia per vivere e lavorare all’estero come nomade digitale, ha raccontato la propria esperienza nel blog Mangia Vivi Viaggia, da cui è nata la sua attività di scrittore. Tra le sue opere più note figurano Le coordinate della felicità, Come una notte a Bali e Succede sempre qualcosa di meraviglioso. Nei suoi libri affronta temi come la ricerca della felicità, il viaggio interiore, la spiritualità orientale e il rapporto dell’uomo contemporaneo con il tempo e con il senso dell’esistenza.

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