Dalla Casina Pompeiana a San Leucio. Quando l’arte continua a generare dialogo.

Pubblicato il 26 giugno 2026 alle ore 11:52

di Bruno Marfé

Ci sono suoni che hanno il potere di squarciare il presente e spalancare, all’improvviso, le stanze della memoria. È accaduto anche questa volta. Sullo schermo di WhatsApp è comparso il nome di Claudia Mazzitelli, accompagnato dall’immagine di un ritaglio di giornale che profumava di cronaca ma che, nel mio sguardo, si è subito colorato delle sfumature del passato.

Quel messaggio mi ha riportato ai giorni intensi della Casina Pompeiana, luogo che per molti di noi è stato un crocevia di visioni, arte e incontri straordinari. Fu proprio lì che, sotto la guida colta e la raffinata curatela del critico d’arte Angelo Calabrese, venne allestita una mostra personale di Claudia. Le sue tele, dedicate con straordinaria sensibilità all’universo femminile in tutte le sue sfumature, accompagnarono alcuni degli eventi più significativi ospitati in quella struttura.

Tra i ricordi che riaffiorano con maggiore forza c’è il ritmo travolgente del workshop sul Tambor Mineiro, dove l’energia di Maurício Tizumba e la maestria di Pasquale Terracciano si fusero in un abbraccio tra culture diverse. Sotto gli occhi dipinti delle donne di Claudia, quelle pareti sembravano respirare insieme al battito ancestrale dei tamburi, quasi che l’arte custodisse e amplificasse il linguaggio universale della musica.

Oggi, a distanza di tempo, quel filo invisibile non si è spezzato. Riaffiora proprio attraverso quel ritaglio di giornale inviatomi da Claudia: le pagine del Mattino Caserta del 25 giugno 2026 raccontano un evento di respiro internazionale, il forum The Leucian Dialogue. Women, Diplomacy and Cultural Leadership.

Organizzato per la prima volta dalla Fondazione Orizzonti, presieduta da Giuseppe Menniti, in occasione della Giornata Internazionale delle Donne nella Diplomazia, l’incontro si è proposto come ideale prosecuzione del festival Caserta la Città delle Donne. Leggendo quelle pagine, vi ho ritrovato la stessa tensione al dialogo e lo stesso respiro multiculturale che animavano la Casina Pompeiana, declinati questa volta sul terreno della diplomazia internazionale.

Caserta si riscopre così terra di accoglienza e di pensiero, città di pace, come ha ricordato lo stesso Menniti richiamando la storica firma della resa che pose fine alla Seconda guerra mondiale in Italia. A fare da sfondo ideale al confronto è stata l’eredità di San Leucio, comunità che già nel Settecento seppe costruire un modello sociale fondato sull’uguaglianza e sull’autonomia della donna, anticipando con sorprendente lungimiranza principi che la contemporaneità continua a inseguire.

L’incontro, condotto da Iman Sabbah, vicedirettrice della Direzione Editoriale Rai, si è aperto con un appello alla pace e ha dato voce a esperienze provenienti da mondi diversi ma accomunate dalla stessa convinzione: il dialogo rappresenta ancora la strada più feconda per costruire il futuro.

Tra gli interventi più significativi, la direttrice d’orchestra Beatrice Venezi ha raccontato come la musica possa trasformarsi in uno straordinario strumento diplomatico, capace di educare all’armonia tra le differenze proprio come avviene all’interno di un’orchestra. L’ambasciatrice della Lituania, Dalia Kreivienė, ha invece mostrato come la crescente presenza femminile stia contribuendo a cambiare il modo di vivere la diplomazia, introducendo nei rapporti internazionali una dimensione umana che supera il semplice calcolo politico ed economico. Attorno a loro, un mosaico di esperienze provenienti dalla scienza, dalla magistratura internazionale, dalla cultura e dal cinema ha restituito non un semplice elenco di protagoniste, ma una geografia di percorsi costruiti attraverso conquiste, competenze e ostacoli ancora da superare.

Il cerchio di questa narrazione si chiude nel momento culminante del forum: la consegna dei Leucian Honours, i riconoscimenti internazionali destinati alle protagoniste dell’evento. Ed è qui che la cronaca ritrova l’arte e il percorso di Claudia Mazzitelli, autrice dell’opera consegnata alle premiate.

Le donne un tempo impresse sulle sue tele, presenza silenziosa accanto alla musica del mondo, diventano oggi materia viva, simbolo di un riconoscimento che celebra il dialogo, la diplomazia e la pace. È la dimostrazione di come l’arte autentica non rimanga mai confinata nello spazio di una mostra o nell’emozione di un momento, ma continui a generare significati, relazioni e futuro.

L’arte non è mai un fatto isolato. È una partitura in divenire, che continua a risuonare nel tempo e nella storia.

Aggiungi commento

Commenti

Non ci sono ancora commenti.