di Bruno Marfé
Il 5 luglio 2026 alle ore 21:00, la splendida cornice di Piazzetta Sant’Angelo a Ischia si trasformerà in un ponte sonoro tra le sponde del Mediterraneo. Torna dal vivo la straordinaria M’barka Ben Taleb con il suo imperdibile concerto “Inversa Africa”, un evento patrocinato dal Comune di Serrara Fontana e organizzato dall’associazione culturale JAAZ.
“Inversa Africa” non è soltanto un concerto. È un viaggio lungo le rotte culturali del Mediterraneo, un percorso musicale che ci ricorda quanto siano profonde e antiche le connessioni tra Africa e Napoli — connessioni che attraversano la storia, la lingua, i suoni, le emozioni, e che nella voce di M’barka trovano una delle loro espressioni più vive.
Voce viscerale, attrice e musicista poliedrica, M’barka Ben Taleb è da anni il simbolo di quell’incontro fecondo tra la Tunisia, sua terra d’origine, e Napoli, la città che l’ha accolta e amata. La sua arte si fonda su una particolarità affascinante: reinterpretare i grandi classici della canzone napoletana in lingua araba e francese, mostrando come culture apparentemente lontane condividano, sotto la superficie, radici sorprendentemente comuni.
Resa celebre anche al grande pubblico internazionale grazie alle collaborazioni cinematografiche con John Turturro, M’barka ha costruito nel tempo un percorso artistico unico, intrecciandosi con alcuni dei più importanti protagonisti della musica mediterranea e popolare. Eppure, dietro l’artista che porta Napoli nel mondo, c’è una donna di straordinaria umanità.
La mia amicizia con M’barka affonda le radici in un periodo vibrante e indimenticabile: i giorni del progetto “Tunisi Canta Napoli” presso la Casina Pompeiana. Tra quelle mura nacque un rapporto che, negli anni, ha saputo andare ben oltre il palcoscenico per intrecciarsi con la vita quotidiana.
Da allora non sono mancati incontri, confidenze e tavolate condivise con amici comuni. Ricordo con affetto una splendida serata ad Aversa, accolti dall’ospitalità di Valerio e Rachele nello storico Palazzo Cascella, così come le emozioni vissute a Villa Domi durante un evento dedicato all’incontro tra Tunisia e Napoli, due terre che sembrano riconoscersi naturalmente l’una nell’altra.
Particolarmente viva resta nella mia memoria una serata al Maschio Angioino. Mentre la musica di M’barka e dei suoi musicisti avvolgeva il pubblico, il mastro ceramista Vincenzo Franco modellava dal vivo una sua opera. Era come assistere a un dialogo tra linguaggi diversi: le note che prendevano forma nell’aria e l’argilla che prendeva forma tra le mani dell’artista, unite dalla stessa forza creativa.
Eppure, i momenti che custodisco con maggiore affetto sono quelli lontani dai riflettori. Le giornate trascorse nel suo orto a Posillipo appartengono a una dimensione diversa, più intima. Lì, con le mani nella terra e lo sguardo rivolto verso il golfo di Napoli, ho avuto modo di conoscere la vera M’barka: una donna radicata nei valori dell’amicizia, della semplicità e della cura.
Osservandola tra alberi, ortaggi e profumi mediterranei, ho pensato spesso che il suo modo di coltivare la terra assomigli molto al suo modo di vivere la musica: con pazienza, passione e rispetto per le proprie radici. È da questa stessa matrice che nasce la forza delle sue interpretazioni.
Dalle terrazze di Posillipo affacciate sul mare fino alla quiete di Sant’Angelo d’Ischia, il percorso di M’barka continua a seguire il Mediterraneo — elemento che unisce le sue due anime e rappresenta il filo invisibile della sua ricerca artistica.
Sul palco di Piazzetta Sant’Angelo, ad accompagnare la voce e le percussioni di M’barka, ci sarà una formazione di musicisti d’eccezione: Arcangelo Michele Caso al violoncello, Riccardo Antonielli alle percussioni, Gianluca Rovinello all’arpa e Francesco Di Cristofaro alla fisarmonica e ai fiati.
L’invito è aperto a tutti coloro che amano la musica, l’incontro tra le culture e le emozioni vere. Il 5 luglio, a Sant’Angelo, non andrà in scena soltanto un concerto. Sarà una di quelle rare serate in cui il Mediterraneo sembra tornare a parlare con una sola voce, affidandosi al talento e all’umanità di un’artista capace di trasformare ogni esibizione in un abbraccio tra i popoli.
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