di Bruno Marfé
Il prossimo sabato 20 giugno, alle ore 11.00, gli eleganti spazi del Museo Arcos di Benevento apriranno le porte a un protagonista di assoluto rilievo dell’arte contemporanea italiana: Costantino Baldino. L'occasione è l'inaugurazione della sua mostra personale, significativamente intitolata “Trame e Geometrie della Materia.
Leggere la locandina di questo evento, tuttavia, non ha suscitato in me solo l'entusiasmo per un appuntamento culturale di spessore, ma ha risvegliato ricordi vividi e preziosi. Alla curatela della mostra, infatti, figura il nome di Francesco Creta. Un dettaglio che ha immediatamente fatto volare la mia mente al profondo legame di stima professionale e personale che mi lega a Ferdinando Creta, di cui Francesco è il figlio, in quello che appare come un meraviglioso passaggio di testimone generazionale all'insegna della dedizione per l'arte.
Con Ferdinando ho avuto il privilegio di condividere l'intenso lavoro all'interno di una commissione presso il Comune di Napoli. Erano i giorni in cui mi fu affidato l'arduo ma affascinante incarico di redigere il progetto di fattibilità per un intervento urbanistico-culturale all'interno del Centro Direzionale di Napoli: la creazione di un vero e proprio "museo a cielo aperto". In quelle ore di progettazione e confronto, ho potuto toccare con mano la visione e la sensibilità di Ferdinando. È una sensibilità verso le dinamiche dell'arte e dello spazio pubblico che oggi, con piacere, ritrovo nell'impegno curatoriale di Francesco per questa esposizione beneventana.
Tornando al protagonista della mostra, Costantino Baldino ci offre con “Trame e Geometrie della Materia” una sintesi magistrale di oltre vent'anni di instancabile ricerca artistica. L'esposizione si preannuncia come un viaggio visivo in cui la pittura si fa materia e la materia si eleva a geometria dello spirito.
La cifra stilistica di Baldino si distingue per un approccio tattile e costruttivo alla tela, celebre soprattutto per l'uso innovativo e suggestivo del denim. Questo materiale, quotidiano ma denso di significati, viene destrutturato e riassemblato dall'artista all'interno di rigorose composizioni geometriche. Come anticipa l'opera scelta per presentare l'evento, ci troviamo di fronte a campiture di colore vibrante, curve armoniose e intersezioni dove la grana del tessuto dialoga ininterrottamente con la luce e lo spazio. Baldino trasforma la superficie bidimensionale in un campo di sperimentazione continua, raggiungendo un equilibrio formale in cui materia, colore e forma si fondono in un unicum visivo di grande impatto.
L'iniziativa, supportata dalla Provincia di Benevento e da partner attenti al territorio come Liverini, Casa Turese e Battaglino, sarà visitabile fino al 6 settembre 2026.
L’inaugurazione di sabato mattina a Corso Garibaldi 1 rappresenta dunque molto più di un vernissage: è un invito a immergersi in un universo creativo denso, capace di far riflettere sulle potenzialità infinite della materia. E per me, in un certo senso, sarà anche l'occasione per celebrare quei "fili invisibili" che legano i progetti passati all'ombra del Vesuvio alle nuove trame d'arte contemporanea nel cuore del Sannio.
Vi aspettiamo al Museo Arcos.
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