Giambattista Basile, il napoletano che regalò le fiabe all'Europa.

Pubblicato il 18 luglio 2026 alle ore 08:04

di Roberto Alicandri 

Tra i grandi protagonisti della letteratura italiana del Seicento, Giambattista Basile è forse uno dei meno conosciuti dal grande pubblico, ma anche uno dei più influenti nella storia della fiaba europea.

Nato probabilmente a Giugliano in Campania intorno al 1566 e morto nel 1632, Basile operò nel pieno dell’età barocca, una stagione culturale caratterizzata dal gusto per la meraviglia, l’invenzione linguistica, il fantastico e la ricerca di effetti sorprendenti. La sua produzione letteraria si inserisce infatti nella corrente del Barocco napoletano, di cui rappresenta una delle voci più originali. Prima di affermarsi come letterato, Basile intraprese la carriera militare come soldato di ventura al servizio della Repubblica di Venezia. Questa esperienza gli consentì di conoscere ambienti e realtà diverse, entrando in contatto con tradizioni popolari che avrebbero influenzato la sua futura produzione letteraria. Uomo di corte e letterato trascorse parte della sua vita al servizio di importanti famiglie nobiliari del Regno di Napoli e partecipò attivamente alla vita culturale del suo tempo. La sua esperienza diretta del mondo popolare e la sua formazione umanistica gli permisero di raccogliere racconti, leggende e tradizioni orali, trasformandoli in autentica letteratura.

La sua opera più celebre è Lo cunto de li cunti overo lo trattenemiento de peccerille, conosciuto anche come Pentamerone, pubblicato postumo tra il 1634 e il 1636. Il nome Pentamerone deriva dal greco penta (“cinque”) e hēmera (“giorno”), poiché le cinquanta fiabe che compongono l’opera vengono raccontate nell’arco di cinque giornate da dieci narratrici. Il modello di riferimento è chiaramente il Decameron di Giovanni Boccaccio, che aveva organizzato le sue novelle in dieci giornate. Per questo motivo il Pentamerone viene spesso definito il “Decameron delle fiabe”.

L’opera rappresenta una pietra miliare della letteratura europea. Al suo interno compaiono infatti le prime versioni letterarie di racconti destinati a diventare celebri nei secoli successivi, come La Gatta Cenerentola, antenata della moderna Cenerentola, Sole, Luna e Talia, che anticipa la storia della Bella Addormentata, e Petrosinella, considerata il modello da cui deriverà la fiaba di Raperonzolo.

Un aspetto particolarmente interessante riguarda la presenza dell’orco. Basile è infatti considerato il primo autore europeo ad aver introdotto in forma letteraria questa figura nelle fiabe. L’orco del Pentamerone diventerà successivamente uno dei personaggi più caratteristici dell’immaginario fiabesco occidentale, influenzando autori come Charles Perrault e, più tardi, i fratelli Grimm.

Tra le altre opere di rilievo figurano anche Il guerriero amante (1610), opera pastorale che riflette il gusto letterario del tempo, e le Muse napolitane (1635), raccolta poetica in dialetto napoletano che testimonia la volontà dell’autore di valorizzare la lingua e la cultura del suo territorio.

L’originalità di Basile consiste nell’aver saputo unire la raffinatezza della cultura barocca alla ricchezza della tradizione popolare. Le sue pagine sono ricche di immagini sorprendenti, personaggi fantastici, proverbi, modi di dire e riferimenti alla vita quotidiana del Seicento meridionale. Attraverso questo intreccio di cultura alta e cultura popolare, l’autore riuscì a creare un’opera unica nel suo genere.

A quasi quattro secoli dalla sua morte, Giambattista Basile continua a occupare un posto di primo piano nella storia della letteratura italiana. Le sue fiabe hanno contribuito alla formazione dell’immaginario europeo e dimostrano come la tradizione popolare campana abbia saputo raggiungere una dimensione universale. Senza Basile, probabilmente, molte delle fiabe che oggi conosciamo nella versione di Charles Perrault e dei fratelli Grimm avrebbero avuto un volto diverso. La tradizione europea della fiaba deve infatti moltissimo allo scrittore campano. L’autore campano resta così una delle firme più importanti del Seicento italiano e una figura imprescindibile per comprendere le origini della fiaba moderna.

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