“Per sempre sì” all'Eurovision. Forse è Sal Da Vinci il vero rivoluzionario della canzone italiana.

Pubblicato il 12 maggio 2026 alle ore 20:45

di Roberto Alicandri

In un tempo in cui tutto corre, si consuma e svanisce rapidamente, perfino i sentimenti, una canzone come Per sempre sì assume un significato che va oltre la semplice dimensione musicale. Al di là dei gusti personali, delle classifiche o delle dinamiche dell’Eurovision Song Contest, il brano rappresenta già di per sé una piccola vittoria, perché sceglie di riportare al centro parole e valori che la contemporaneità sembra guardare quasi con imbarazzo.

La nostra epoca, infatti, appare sempre più diffidente verso tutto ciò che richiama l’idea della durata. Il “per sempre” è diventato sospetto. Viviamo immersi in relazioni veloci, emozioni consumabili, legami fragili, spesso raccontati anche da una parte della musica contemporanea attraverso testi che trasformano l’amore in qualcosa di momentaneo, superficiale, talvolta addirittura offensivo nei confronti della figura femminile. In questo scenario, costruire una canzone attorno all’idea di un amore che resiste nel tempo diventa quasi un gesto controcorrente.

Sal Da Vinci recupera una dimensione sentimentale autentica, parlando dell’amore come presenza, memoria condivisa, scelta quotidiana. Lo fa senza cinismo, senza rifugiarsi nell’ironia o nel disincanto che spesso oggi sembrano obbligatori per apparire moderni. La sua è una scrittura che non ha paura della parola sentimento.

Probabilmente questa semplicità ha infastidito qualcuno, perché, al netto di tanti critici che sembrano trovare voce soprattutto quando a emergere è un artista napoletano (e non è campanilismo, ma semplice constatazione) il successo di Sal Da Vinci dimostra ancora una volta come certa musica popolare riesca ad arrivare direttamente alle persone senza bisogno di costruzioni artificiali o sovrastrutture intellettuali. Ed è una forza che andrebbe compresa e rispettata prima ancora che giudicata. Napoli porta da sempre dentro di sé una tradizione musicale immensa, fatta di melodia, teatralità, emozione e verità umana. Una tradizione che spesso viene liquidata con superficialità proprio da quegli ambienti culturali che accettano il romanticismo solo quando arriva confezionato altrove, magari in forme considerate più “raffinate”. Eppure la grandezza della canzone napoletana è sempre stata proprio questa: parlare a tutti senza perdere profondità.

Per sempre sì ha già vinto perché ha avuto il coraggio di pronunciare una parola che molti considerano ingenua. Ha ricordato che l’amore non è soltanto emozione momentanea, ma anche fedeltà, responsabilità e volontà di restare. In una società che troppo spesso idolatra il provvisorio e confonde la libertà con l’assenza di legami, cantare ancora la durata dei sentimenti diventa forse il gesto più rivoluzionario che un artista possa compiere oggi.

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