di Chiara Franchitti, Licenza in Teologia Dogmatica. Laurea Magistrale in Lettere Classiche. Attualmente collabora con l'Istituto di Storia del Cristianesimo "Cataldo Naro" della Pontificia Facoltà Teologica dell'Italia Meridionale
«I fiumi del bene scorrono in silenzio, questo ho scoperto. […] La nostra vita cammina nel chiaroscuro delle giornate, dei mesi, degli anni. Se non squarciasse le tenebre, la luce non avrebbe senso»
(Pasquale Maffeo, Memoriale di un papa, Caramanica Editore, Minturno 2016)
«Mi struggevo sul filo di una segreta nostalgia. Nostalgia di che? Chissà. Per improvviso colpo di grazia intravidi il significato della profonda oscurità spalancata a nascondere il mistero che a tutto e a tutti dà fondamento di esistenza»
(Pasquale Maffeo, Memoriale di un papa)
«Ove occorra, sarò pietra d'inciampo, pilastro di scandalo che non teme la solitudine dei naufragi della storia»
(Pasquale Maffeo, Memoriale di un papa)
Maffeo e la sua sterminata e poliedrica produzione, nei suoi spazi e nei suoi tempi
Pasquale Maffeo, poeta narratore e drammaturgo, oltre che anglista, è nato a Capaccio (Paestum) nel 1933. Presentare Pasquale Maffeo è un’impresa a dir poco ardua, ma tenterò l’impresa, nonostante la coscienza di inadeguatezza e incompletezza a causa degli spazi limitati a nostra disposizione, con la speranza di accrescere, seppur di poco, lustro e dignità letteraria nei riguardi di un autore e un poeta ingiustamente considerato troppo spesso tra i cosiddetti “autori minori”, ma che invece avrebbe meritato e merita senza dubbio una maggiore diffusione e conoscenza. Prima e dopo la laurea in Lingua e letteratura inglese conseguita a Napoli, presso l’Istituto Orientale, con una tesi sull’Isabella di John Keats poi pubblicata, a parte una parentesi impiegatizia, a parte viaggi europei fatti anche in veste di inviato per la terza pagina, ha diviso la giornata tra insegnamento e letteratura.
La scheda bibliografica lo accredita con sei romanzi, quattro biografie, un volume dedicato alle suore di clausura, cinque volumi di racconti, libri di critica letteraria, sette raccolte liriche poi confluite nell’omnibus Nostra sposa la vita (2010), una ventina di testi teatrali ispirati dalla fede cristiana, di cui alcuni ancora inediti e una decina – quattro se ne leggono in Voci dalle maree (2000) – rappresentati o radiotrasmessi in Italia Svizzera e Slovenia. Ha tradotto dall’area inglese Wilkie Collins, William Blake, John Keats, Charles Dickens, Christina Georgina Rossetti, Alice French. Ha diretto due collane, una di narrativa breve e una di saggistica letteraria, presso l’editore Caramanica. Ha collaborato all’inserto letterario del quotidiano cattolico Avvenire.
Egli stesso ha poi avuto la traduzione in più lingue di alcune opere. Sulla sua produzione letteraria sono stati redatti interi libri di interpretazione esegetica. Ha vinto prestigiosi premi letterari italiani. Di particolare rilevanza il Capri- San Michele per l’estesa e puntuale ricognizione Poeti cristiani del Novecento (2007). Lo stesso premio l’anno precedente era stato assegnato al cardinale Ratzinger poi eletto pontefice col nome di Benedetto XVI. Nel 2008 il Centro di ricerca “Letteratura e Cultura dell’Italia Unita”, diretto dal professore Giuseppe Langella dell’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha acquisito l’intero suo archivio (opere pubblicate, manoscritti, quaderni, bozze, indagini critiche, immagini e materiale promozionale), collocando Maffeo unico scrittore allora vivente tra le glorie del passato. Sui suoi libri, tra Napoli, Milano e Brescia, sono state elaborate nove tesi di laurea.
Sposato, con due figli ormai adulti e autonomi, dopo una lunga residenza in area modenese, negli ultimi anni era tornato a vivere a Tremensuoli (Minturno) con la moglie. Versi e prose di Maffeo si leggono in antologie, strenne e rassegne apparse in diversi luoghi e tempi. Da notare che molti nomi celebri della letteratura hanno scritto prefazioni per i suoi libri. Ne cito in questa sede solo uno per tutti: Mario Pomilio. E non solo, tanti hanno pubblicato volumi a lui dedicati, come I picari di Maffeo di Raffaele Bussi (2012) o Maffeo. Itinerari di ricerca di Giuseppe Napolitano (2006) o ancora Il mondo lirico di Maffeo di Vincenzo Rossi (1995).
Un’aggiornata bibliografia critica si trova in appendice al volume di Rocco Salerno L’oceano, l’altrove in Maffeo poeta (2009). Tra le ultime pubblicazioni ci sono Voci dal chiostro. Monache di clausura raccontano (2013), Jacopone da Todi. Frate rovente poeta mordente (2014), Teatropolis. Libello (2014), William Blake. Visioni e profezie (2017), Sorelle Brontë. Poesie. Ritratti traduzioni e commenti di Pasquale Maffeo (2018), La risata dell’invisibile (2019), La madre del Signore nella letteratura (2020). È morto il 23 settembre 2024.
« “Allora dimmi, che te ne pare del mondo che se ne va rotolando alla deriva?” “La mi pare un teatrone di pupi e pupari che affannano a dimenarsela. Grandoni mezzani e piccoletti, tutti scienziati e predicatori in pulpito.” “El gran teatro del mundo, Dulcamara in fiera, l’esistere inesistente.” “E la sarebbe?” “Esattamente ciò che tu pensi e dichiari. Noi amiamo e onoriamo la vita. Loro la manipolano, la mimano, ne fanno mercimonio. Spectaculum. Spettacolo. Felicità dolore travagli speranze passioni, le verità dell’uomo non esistono. Nella loro testa la realtà è virtuale. Sono falsari della storia.” “Mi viene prurito alle mani a sentir dire le cose come le vanno dette. A me manca la parola, ma vedo e capisco. E so pure che non possiamo guarire noi la pazzia dei ragliamenti. Però voglio campare a lungo, a lunghissimo, per vedere come l’andrà a finire la baraonda che non vuol finire.” »
(Pasquale Maffeo, Teatropolis)
Nostra sposa la vita di Pasquale Maffeo, opera omnia in versi
«Il volume Nostra sposa la vita (Caramanica Editore, 2010) è frutto di un’idea cresciuta direi come istanza fisiologica di identificazione e specchiamento di me; istanza tesa a rileggermi e ritrovarmi in ciò che ricordavo di aver consegnato ai testi delle varie raccolte (una volta pubblicati, non rileggo i miei libri). Si trattava di procedere a una verifica della caratura di senso e di sensi che fin dall’esordio ha alimentato la mia scrittura. Sotteso all’istanza urgeva il desiderio, che mi si è poi imposto come dovere, di ripropormi intero, in tutta l’estensione della mia gamma vocale, in tutta l’ampiezza delle mie elezioni tematiche, costituendomi testimone non partigiano del tempo che ho vissuto e del tempo che ho percepito al di là del vissuto. Sembrandomi (e sperando) di aver fermato nella pagina nodi e schegge di verità universali, mi sono messo al lavoro e ho assemblato il corpus di quella che si può definire la mia opera omnia in versi» (Pasquale Maffeo).
Liliana Porro Andriuoli, in una recensione al volume sopra citato, afferma: «Pasquale Maffeo ha intitolato Nostra sposa la vita un ampio volume contenente tutte le sue poesie sino a quel momento (2010) pubblicate, il cui titolo si rifà a quello di una poesia del 1994, appartenente a Il cercatore luminoso, una delle sue sillogi più riuscite: “Nostra sposa la vita non ha inganni. / Fedele se tu l’ami la
ritrovi / in fondo agli anni, sullo scempio / compiuto il cuore nudo alla deriva / del suo giorno. Accettare bisogna, / nella fronte baciare la vergogna / a dire ciò che resta ciò che siamo”.
Si tratta indubbiamente di un volume molto importante sia per il valore intrinseco dei testi che esso contiene, sia perché racchiude l’intera opera poetica di un autore che sempre meglio si è andato qualificando come uno dei più limpidi e schietti nel panorama della nostra lirica contemporanea, e che anche molto ci ha dato nel campo della narrativa e della saggistica. […] Fulcro della poesia di Pasquale Maffeo è l’intima spiritualità, unita a un profondo sentimento religioso che tutta la pervade e del quale ovunque si notano i segni. Lo riscontriamo ad esempio in Perdonaci Dio la parola: “Perdonaci Dio la parola. / Ora che l’arco / estrema luce taglia, quanto sola / dilata in noi dell’angelo l’attesa / del silenzio…” e Di guerra, di penuria: “Se mai peccò una volta (io non credo, / Signore), se mai peccò, mondalo / della scoria, tu conosci la sua storia”; poesie nelle quali si nota un alto sentimento della sacralità della vita. Ma dove l’intima sensibilità religiosa di Maffeo meglio traspare è nei suoi due Oratori, Lapidatio – Poemetto per musica e scena (1982) e Dal deserto – Passione secondo il Battista (1999), che concludono, quasi come un suggello, il volume di tutte le sue poesie. Ne sono una conferma alcuni versi tratti dal secondo e in particolare le significative parole di Giovanni: “Nostra carne lucente abita Dio, / lo squarcio della grazia che ci fende. Noi nel fango impastati / nel fiato irrevocabile gemmati / andiamo eredi al fiotto che matura / al palpito che dura fino all’esito di croce”; e si tratta di parole ricche di un profondo senso del divino».
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