“Virgo frutto” di Casian Ricchiuti

Pubblicato il 4 settembre 2026 alle ore 13:23

di Roberto Alicandri 

La bellezza di certi avvenimenti sta anche in ciò che riescono a generare oltre il momento in cui si svolgono: pensieri, parole, nuove occasioni di condivisione. La cultura crea legami e continua il proprio cammino attraverso la sensibilità di chi incontra.

Il nostro articolo su "La Madre e il Tempio", dedicato alla storia e alla memoria della Rettoria di Montevergine e alla bella iniziativa promossa a Grazzanise, ha incontrato la sensibilità poetica di Casian Ricchiuti che, dopo averlo letto, ha voluto trasformare le suggestioni ricevute in versi, componendo questa ode.

Lo ringraziamo sinceramente per averci fatto dono della sua poesia e, soprattutto, per averci ricordato che raccontare la memoria di una comunità significa anche permetterle di continuare a parlare, assumendo forme e linguaggi diverse.

Con piacere, dunque, condividiamo con i lettori di Partiture Letterarie i suoi versi.

Un componimento che ha il respiro di una vera e propria ode per la nascita di un nuovo germoglio.

L’ autore sceglie appositamente una forma di linguaggio aulico con lo scopo di assurgere all’eleganza stessa e solennità del momento: la vita che prende forma nel “tempio materno”. Dunque un sonetto pastorale che tra echi petrarcheschi e immagini di luce candida celebra il miracolo della vita.


VIRGO FRUTTO

Di settembre, ‘l vento lieto sorride

nel serafin tuo volto rosato,

or la luce candida del creato,

la pargol’alma di beltà arride.


Virgo frutto, del tempio che t’accolse,

di castagno i fior, son con te sbocciati;

Tu, figlia d’ameni luogh’incantati,

dal cuor tuo, soave aria s’evolse,

 

un dì a svelar, lo caro gaudio al mondo;

effuse, dei mari l’acque nell’imo,

d’occhi tuoi rilucenti ‘n bel viso.

 

Sigillo d’amor, nel pett’ or inciso,

a te, sciolgo ’l carme, di miele e timo:

D ‘iddio l’opra, sei‘l seme fecondo

 

(Casian Ricchiuti) 

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