"Come Denver con Mosca" di Leonardo Di Stasio

Pubblicato il 22 aprile 2026 alle ore 18:31

di Leonardo Di Stasio da "Redenzione. Un viaggio dentro me"

Vorrei tornare indietro e sai se potessi, farei di più, farei di tutto,

qualsiasi cosa, in mio potere e anche fuori, solo per provare ad evitare quel lutto;

so che non potrei, nulla potrei ma farei tutto, anche se vano, non più da lontano;

vorrei avere avuto una possibilità per salutarti meglio, dando anche del mio peggio,

nulla ha senso in questa vita, perché deve averlo di fronte alla morte?

Vorrei urlare dal dolore dicendo “è finita”, ma almeno una volta vorrei sfidare la sorte, sai come?

Come Denver con Mosca, sì, come Denver con Mosca, e delle conseguenze non mi importa,

scaverei anche un tunnel, suderei dieci ore, ma lo farei per te, lo farei per amore, sì.

Non è colpa tua, eroe silenzioso, se sono depresso, se sono rabbioso,

non è colpa tua, tu hai dato il meglio, non prendertela se ora io sono il peggio,

pazzo e cattivo, stronzo è riduttivo, cerco solo modi per farmi del male,

ho dentro l’alcool che il dolore voglio affogare

ma non è colpa tua, tu sei un eroe, proprio come Mosca ed io come Denver cerco la redenzione;

se ci fossi ora, non saresti fiero, se ci fossi ora mi ameresti di meno,

ma non smetteresti, io so come sei, ma non smetteresti, succhieresti il veleno,

ma io non voglio essere così, volevo salvarti ma non ho potuto,

neanche il tempo purtroppo ho avuto, non te lo meritavi nonostante gli errori,

proprio come Mosca coi sentimenti puri, ad andar via son sempre i più buoni.

Mi hai insegnato il bene e mi hai nascosto il male, un vero padre questo deve fare,

mi hai voluto bene ed io faccio del male, un vero figlio non lo so recitare;

ora mi fa male, ho i rimpianti da amare, ora mi fa male e nel mio dolore ci voglio affogare

e se è vero che l’alcool libera l’anima, ci rimetto il corpo, una cosa che capita,

poi fumo una sigaretta per disintossicarmi, poi scarico rabbia sui muri di casa,

vado da uno psicologo per salvarmi l’immagine ma il mio cervello è su uno shuttle Nasa,

vola verso di te, manchi da morire, porta mille problemi trainando un barile

ma cosa gli dirò quando capirà che il cielo dove sei è solo una metafora?

Cosa gli dirò quando si sveglierà, accorgendosi che ha scavato per niente?

La fine è arrivata, l’ho anche superata, ma com’è che ogni giorno mi appari davanti?

Com’è che ogni giorno muoio tra i rimpianti? Non è che ogni tanto potresti fermarti?

Mi appari nei sogni e vorrei salutarti,mi appari nei sogni e mi sveglio in lacrime,

Com’è che quando provo a toccarti tu scappi? Mi guardi male, perché non vuoi amarmi?

Mi fai paura nei sogni lo ammetto e mi piange il cuore se ti incontro allo specchio,

io che ho imparato solo ciò che hai nascosto, ho preso il male e me lo punto contro,

purtroppo ho preso più difetti che pregi, sono quello sbagliato spero non mi rinneghi;

da te ho rubato qualche sigaretta, ho imparato a lasciarmi logorare da quel che mi tormenta,

non ho imparato ad amare una donna, scappo sempre se il sentimento mi incontra,

non ho imparato a farmi amare dagli altri, non ho imparato mai a giocare a calcio,

non so portare un sorriso nell’ombra, non so tenermi gli errori e non ho la tua forza,

sono un caso perso, anche più di Denver, tu eri un esempio un po’ come Mosca

ma sappi che se potessi tornare indietro un secondo, ti ruberei l’ultimo abbraccio del mondo.

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Commenti

Angela
3 ore fa

Complimenti 👏🏻