Erik Grönwall – Bad Bones (2026) La rinascita artistica della storica voce degli H.E.A.T. e degli Skid Row

Pubblicato il 13 luglio 2026 alle ore 22:18

di Roberto Alicandri 

Dopo aver conquistato il pubblico internazionale come frontman degli H.E.A.T., aver raccolto la difficile eredità degli Skid Row e aver collaborato con Michael Schenker, Erik Grönwall torna finalmente con il primo vero album solista interamente composto da materiale originale degli ultimi sedici anni. Bad Bones non rappresenta semplicemente un nuovo capitolo della sua carriera, ma un’opera profondamente personale, nata dall’esperienza della malattia, della rinascita e della riscoperta della propria identità artistica.  

Pubblicato il 22 maggio 2026 dall’etichetta Greenwall Entertainment, Bad Bones è un disco che riesce a sintetizzare tutte le anime musicali attraversate da Grönwall nel corso della sua carriera: l’hard rock melodico degli H.E.A.T., l’approccio più ruvido maturato negli Skid Row e una nuova dimensione cantautorale, più intima e personale.

Questo lavoro assume un significato ancora più profondo se si considera il percorso umano di Erik Grönwall. Nel 2021 il cantante ha affrontato una durissima battaglia contro la leucemia linfoblastica acuta, esperienza che ha inevitabilmente segnato la sua vita personale e artistica. Bad Bones si configura così come una vera e propria rinascita: non soltanto il ritorno di un grande interprete del rock contemporaneo, ma la testimonianza di un uomo che, dopo aver attraversato la malattia e la sofferenza, ha saputo trasformare la propria esperienza in musica, ritrovando una nuova consapevolezza espressiva e umana.

L’apertura affidata a “Born To Break” chiarisce immediatamente le intenzioni dell’artista: riff potenti, melodie memorabili e una voce che continua a rappresentare uno dei punti di riferimento assoluti del rock contemporaneo. La title track “Bad Bones”, costruita attorno a un’energia quasi punk, diventa invece una vera dichiarazione d’identità, un manifesto di indipendenza e autenticità.  

Uno dei momenti più riusciti dell’album è certamente “Praying For A Miracle”, brano nel quale emerge con maggiore evidenza la dimensione autobiografica del progetto. Le difficoltà affrontate negli ultimi anni, dalla leucemia al lungo percorso di guarigione, vengono trasformate in musica senza mai scadere nell’autocommiserazione.  

La magniloquenza melodica di “Who’s The Winner”, le atmosfere più oscure di “Lost For Life”, l’intensità emotiva di “Twisted Lullaby” e la potenza di “Hell & Back” confermano ulteriormente la capacità di Grönwall di muoversi con naturalezza tra hard rock, melodic rock e suggestioni più moderne.  

Ciò che rende Bad Bones particolarmente convincente è la totale assenza di artificio. Erik Grönwall non cerca di dimostrare nulla a nessuno: racconta semplicemente se stesso attraverso dieci brani costruiti con sincerità, maturità e straordinaria competenza musicale. Il risultato è un album energico, emozionante e sorprendentemente coeso.  

 

Tracklist

  1. Born To Break
  1. Bad Bones
  1. Praying For A Miracle
  1. Who’s The Winner
  1. Lost For Life
  1. Twisted Lullaby
  1. Save Me
  1. Hell & Back
  1. How High
  1. Written In The Scars 

 


Formazione

Erik Grönwall – voce
Jona Tee – tastiere, pianoforte, cori
Philip Näslund – chitarre
Fredrik Thomander – basso, tastiere, cori
Pedro Moyà – batteria
Erik Mårtensson, Dave Dalone, Anders Wikström, Rene Shades – chitarre aggiuntive

 

Valutazione

⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐✩ 9,5/10

Bad Bones è molto più di un ritorno solista: è la testimonianza artistica di un musicista che ha attraversato il successo, la malattia e la rinascita senza perdere la propria identità. Un album intenso, maturo e profondamente umano, che conferma Erik Grönwall come una delle voci più straordinarie del rock contemporaneo.  

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