di Roberto Alicandri
Il 15 agosto è, per gli italiani, una data quasi istintivamente associata all’estate: vacanze, pranzi in famiglia, partenze, mare, montagna e città che per qualche ora sembrano rallentare. Eppure, dietro la parola Ferragosto si nasconde una storia molto più antica delle nostre consuetudini estive. Una storia che affonda le proprie radici nella Roma imperiale, attraversa il Medioevo cristiano e giunge fino alla solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria.
Le Feriae Augusti. Il riposo voluto dall’imperatore
Per comprendere l’origine del Ferragosto bisogna tornare alla Roma del 18 a.C., durante il principato di Ottaviano Augusto, primo imperatore romano e protagonista della trasformazione della Repubblica in un nuovo sistema politico destinato a segnare profondamente la storia occidentale.
Il termine Ferragosto deriva infatti dal latino Feriae Augusti, cioè le “ferie di Augusto”, un periodo di riposo e celebrazioni istituito dall’imperatore.
Augusto aveva compreso molto bene anche il valore politico delle feste pubbliche. Dopo decenni segnati dalle guerre civili che avevano sconvolto Roma, il suo principato cercò di presentarsi come l’inizio di una nuova epoca di ordine, prosperità e pace. Anche il calendario, le festività e i momenti collettivi diventavano strumenti attraverso i quali costruire un senso di appartenenza all’Impero.
Le Feriae Augusti si inserivano inoltre in un periodo dell’anno già ricco di antiche festività legate al mondo agricolo. Agosto coincideva con la conclusione di importanti lavori nei campi e rappresentava quindi un momento naturale di pausa dopo le fatiche della stagione agricola.
Non si trattò, dunque, semplicemente dell’invenzione dal nulla di una festa estiva: Augusto organizzò e valorizzò all’interno del nuovo ordine imperiale consuetudini e celebrazioni che avevano radici più antiche.
Agosto, il mese dell’imperatore
Anche il nome del mese conserva la memoria di Augusto.
Il mese che i Romani chiamavano Sextilis, perché nell’antico calendario romano era originariamente il sesto mese dell’anno, venne rinominato Augustus in onore dell’imperatore.
Era un riconoscimento dal fortissimo significato simbolico. Il calendario stesso diventava memoria del potere romano: il mese precedente, Quintilis, era già stato rinominato Iulius, luglio, in onore di Giulio Cesare.
Ancora oggi, pronunciando le parole luglio e agosto, utilizziamo inconsapevolmente due nomi che ci riportano direttamente a Cesare e Augusto.
Una festa dopo la fatica dei campi
Nella società romana il ciclo delle stagioni aveva un’importanza enorme. L’agricoltura non rappresentava soltanto un’attività economica, ma possedeva una dimensione religiosa e sociale.
Terminati i grandi lavori agricoli estivi, arrivava il momento del riposo. Durante il periodo delle Feriae Augusti si tenevano feste, celebrazioni e momenti di svago. Anche gli animali utilizzati nel lavoro agricolo potevano essere dispensati dalle loro fatiche e adornati in occasione delle celebrazioni. In questo contesto assumevano particolare rilievo anche le feste dedicate a Conso, antica divinità romana collegata alla terra e alle riserve di grano. Le Consualia, celebrate anche il 21 agosto, erano accompagnate da giochi e corse di cavalli e animali da tiro.
Era, in fondo, un modo per riconoscere che dopo il lavoro doveva esserci il riposo, dopo la fatica la festa. Un principio antichissimo che, sotto forme completamente diverse, continua a sopravvivere nel nostro modo di vivere Ferragosto.
Ma il Ferragosto romano era davvero il 15 agosto?
Qui è necessaria una precisazione. È frequente leggere che Augusto avrebbe istituito direttamente il “Ferragosto del 15 agosto”. La realtà storica è più complessa.
Le Feriae Augusti erano legate al 1° agosto e si inserivano in un più ampio periodo di festività estive. L’identificazione del Ferragosto con il 15 agosto, così come la conosciamo oggi, maturò successivamente grazie soprattutto alla tradizione cristiana. È proprio questo passaggio a rendere la storia del Ferragosto particolarmente interessante: una consuetudine proveniente dal mondo romano cambia significato attraversando i secoli.
Dal mondo romano al cristianesimo
Con la progressiva cristianizzazione dell’Impero, il calendario dell’Europa cambiò profondamente.
Molte antiche ricorrenze scomparvero; altre consuetudini furono reinterpretate all’interno di una società ormai cristiana. Il mese di agosto acquisì progressivamente una particolare importanza mariana.
La celebrazione della Dormizione della Madre di Dio si sviluppò nell’Oriente cristiano e successivamente si diffuse anche in Occidente. A Roma la festa mariana del 15 agosto si consolidò nell’Alto Medioevo. Nel corso dei secoli la tradizione occidentale avrebbe posto sempre maggiormente l’accento sull’Assunzione di Maria, cioè sulla glorificazione della Vergine, accolta in cielo in anima e corpo.
Il 15 agosto divenne così una delle date mariane più importanti dell’intero calendario cristiano.
Il 15 agosto: l’Assunzione di Maria
Per la Chiesa cattolica Ferragosto non è semplicemente una giornata di vacanza, il 15 agosto si celebra la solennità dell’Assunzione della Beata Vergine Maria.
La fede nell’Assunzione possiede radici molto antiche nella tradizione cristiana, anche se la sua definizione dogmatica è relativamente recente. Fu Papa Pio XII, il 1° novembre 1950, con la costituzione apostolica Munificentissimus Deus, a proclamare solennemente come dogma che Maria, terminato il corso della sua vita terrena, fu assunta alla gloria celeste in anima e corpo. La festa assume così un significato profondamente diverso rispetto alle antiche celebrazioni romane.
Se le Feriae Augusti celebravano principalmente il riposo dopo il lavoro e partecipavano alla vita religiosa e civile dell’Impero, il 15 agosto cristiano rivolge lo sguardo verso una speranza ulteriore: il destino dell’uomo oltre la morte e la promessa della vita eterna. Maria diventa immagine della meta verso la quale, secondo la fede cristiana, è chiamata l’umanità redenta.
Il Ferragosto degli italiani
Nel corso del tempo alla dimensione religiosa si è affiancata quella popolare. Processioni, feste patronali, pellegrinaggi e celebrazioni mariane hanno caratterizzato per secoli il 15 agosto in moltissime comunità italiane. A queste tradizioni si sono poi aggiunte le abitudini del Ferragosto moderno.
Un ruolo importante nella costruzione dell’immaginario contemporaneo della giornata venne svolto anche dal Novecento. Durante il periodo fascista furono organizzati treni popolari a tariffe ridotte che favorirono le gite delle famiglie e dei lavoratori. La possibilità di raggiungere il mare, la montagna o le città d’arte contribuì alla diffusione della tradizionale gita di Ferragosto.
Con il boom economico, le ferie estive, l’automobile e il turismo di massa, il 15 agosto diventò definitivamente il cuore simbolico dell’estate italiana.
Una parola che contiene duemila anni di storia
Ed è forse questo l’aspetto più affascinante del Ferragosto. Dietro una giornata trascorsa al mare o attorno a una tavola si nascondono oltre duemila anni di storia. C’è Augusto, che dopo le guerre civili costruisce il proprio nuovo ordine romano. Ci sono i campi, gli animali da lavoro e una società che scandisce il proprio tempo seguendo il ritmo delle stagioni. C’è un impero che lentamente diventa cristiano. Ci sono il Medioevo, le processioni, la devozione popolare e la grande tradizione mariana.
C’è infine l’Italia contemporanea, con le ferie, le partenze, le tavolate e le città semideserte del 15 agosto.
La parola è rimasta sorprendentemente fedele alla sua origine: Ferragosto è ancora, linguisticamente, la festa di Augusto. Il significato, però, è cambiato molte volte.
È proprio questa stratificazione a renderlo così profondamente italiano: una festa nella quale Roma antica, cristianesimo, tradizioni popolari e cultura moderna continuano a convivere.
E mentre ogni 15 agosto ci auguriamo semplicemente “Buon Ferragosto”, pronunciamo, senza quasi accorgercene, una parola nata più di duemila anni fa, quando Roma era il centro di un mondo che Augusto stava trasformando.
Una piccola espressione quotidiana capace, ancora oggi, di custodire un lunghissimo frammento della nostra storia.
Ed è allora con un unico augurio, capace di tenere insieme la storia civile e quella religiosa, la memoria di Roma e la tradizione cristiana, che vogliamo accompagnare questa giornata:
Buon Ferragosto e buona Festa dell’Assunzione di Maria a tutti!
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Commenti
Bellissimo articolo che racconta le origini del Ferragosto in modo leggero e accessibile anche a chi non possiede basi storiche. Grazie per il tuo grande lavoro di divulgazione.