di Roberto Alicandri
Con la scomparsa di Peppino di Capri, la musica italiana perde uno dei suoi interpreti più eleganti e rappresentativi. Raffinato chansonnier, pianista di grande talento e autore capace di attraversare le mode senza mai esserne travolto, ha scritto una pagina fondamentale della nostra storia musicale, diventando la colonna sonora di intere generazioni.
Nato a Capri come Giuseppe Faiella, dimostrò fin da bambino un talento fuori dal comune per il pianoforte. Negli anni Cinquanta iniziò la sua carriera esibendosi con i suoi Rockers, contribuendo a introdurre in Italia le sonorità del rock and roll e del twist, senza mai rinunciare all’eleganza della tradizione melodica italiana. Da quel momento il suo successo fu inarrestabile.
Nel corso della sua lunghissima carriera ha regalato al pubblico brani entrati nell’immaginario collettivo come Champagne, diventata uno dei simboli della canzone italiana nel mondo, Roberta, Saint Tropez Twist, Melancolie, Nun è peccato, Luna caprese, Non lo faccio più e Un grande amore e niente più, con cui conquistò anche il Festival di Sanremo nel 1973. Tornò a vincere la manifestazione nel 1976 con Non lo faccio più, confermandosi tra gli artisti più amati dal pubblico italiano.
La sua forza è stata quella di saper attraversare oltre sei decenni di musica senza perdere autenticità. Mentre cambiavano gusti, mode e generazioni, Peppino di Capri è rimasto fedele a uno stile fatto di sobrietà, raffinatezza e melodie senza tempo. Non aveva bisogno di eccessi: bastavano la sua voce, il pianoforte e un’eleganza naturale per emozionare milioni di persone.
Con lui se ne va uno degli ultimi grandi protagonisti della stagione d’oro della musica leggera italiana, quella capace di unire qualità artistica e popolarità. Resta però un patrimonio musicale immenso, che continuerà a vivere nelle radio, nelle piazze, nelle case e nei ricordi di chi è cresciuto con le sue canzoni.
Gli artisti davvero grandi non appartengono soltanto alla loro epoca ma diventano memoria collettiva. E Peppino di Capri, con la sua musica, continuerà a far parte della storia culturale e sentimentale dell’Italia.
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