di Roberto Alicandri
Nel panorama della poesia contemporanea esistono raccolte che si limitano a raccontare emozioni e altre che riescono a trasformarle in esperienza condivisa. Pusher di coriandoli e asterischi tra le nuvole, silloge poetica di Emilia Milly Valenzano, appartiene certamente a questa seconda categoria. L’opera si presenta come un intenso itinerario interiore nel quale la parola poetica diventa strumento di conoscenza, di elaborazione del dolore e di ricerca di una possibile rinascita.
Napoletana di origine e residente a Villapiana, in Calabria, Emilia Milly Valenzano è una figura attiva nel panorama culturale contemporaneo. Da anni promuove la diffusione della letteratura e della poesia attraverso iniziative culturali e concorsi nazionali, portando avanti una visione della scrittura come autentico strumento di dialogo umano e crescita collettiva. Un percorso che ha ricevuto un significativo riconoscimento con la vittoria del Premio Letterario Internazionale di Poesia “Roberto Farina” – XXI Edizione 2026, ottenuta proprio grazie alla silloge Pusher di coriandoli e asterischi tra le nuvole, opera che ha saputo conquistare giuria e lettori per l’intensità emotiva, la profondità dei contenuti e l’autenticità della sua voce poetica.
Fin dal titolo, la raccolta colpisce per la sua forza evocativa. La figura simbolica del “pusher” viene completamente ribaltata rispetto al significato comune del termine: non più dispensatore di dipendenze, ma portatore di leggerezza, memoria e speranza. I coriandoli richiamano l’infanzia, la gioia, la capacità di meravigliarsi; gli asterischi diventano segni poetici, tracce luminose che aiutano a interpretare le ferite dell’esistenza e a trasformarle in occasioni di consapevolezza.
La silloge si sviluppa come una vera e propria peregrinatio animae, un cammino dell’anima attraverso le molteplici esperienze della vita. Il lettore viene accompagnato nelle stanze della memoria, nei luoghi del dolore, nelle assenze che continuano a farsi presenza, ma anche nei percorsi di guarigione e riscatto che permettono di guardare nuovamente verso l’orizzonte.
Uno degli aspetti più significativi dell’opera è la capacità dell’autrice di trasformare vicende personali in riflessioni universali. Le sue poesie non rimangono chiuse nell’esperienza individuale, ma diventano occasione di riconoscimento per chi legge. I temi affrontati toccano questioni profonde e attuali: la fragilità umana, la violenza di genere, il dramma delle migrazioni, la memoria civile, il valore della legalità, l’amore, la maternità e il difficile rapporto tra sofferenza e speranza.
Particolarmente intensa appare la concezione del dolore che attraversa l’intera raccolta. La sofferenza non viene negata né addolcita, ma accolta come parte integrante dell’esistenza. In questo senso la poesia di Valenzano sembra suggerire che le ferite possano diventare occasione di crescita e trasformazione. Non vi è compiacimento nel dolore, ma una continua ricerca di significato che conduce verso una forma di liberazione interiore.
Anche sul piano stilistico la raccolta mostra una notevole maturità espressiva. Il linguaggio è limpido, musicale e ricco di immagini simboliche che non appesantiscono mai la lettura. La versificazione mantiene un equilibrio efficace tra immediatezza comunicativa e profondità riflessiva. L’autrice riesce infatti a parlare a un pubblico ampio senza rinunciare alla qualità letteraria, qualità che emerge nella scelta accurata delle parole e nella costruzione delle immagini poetiche.
La forza della silloge risiede soprattutto nella sua autenticità. Le poesie non cercano di stupire attraverso artifici formali o sperimentazioni fini a se stesse. Al contrario, nascono da una necessità espressiva sincera e profonda. È proprio questa sincerità a rendere i testi particolarmente coinvolgenti e capaci di lasciare una traccia duratura nel lettore.
Le parole di Simona Stancu, che individua nella poesia di Emilia Valenzano la capacità di continuare a vivere nell’animo anche dopo la lettura, colgono uno degli elementi centrali dell’opera. Una poesia autentica non si esaurisce sulla pagina, ma continua a risuonare nella memoria e nella sensibilità di chi la incontra.
Pusher di coriandoli e asterischi tra le nuvole è dunque molto più di una semplice raccolta poetica. È un invito ad attraversare il dolore senza esserne travolti, a custodire la memoria senza restarne prigionieri, a riconoscere nella fragilità una possibile fonte di luce. Una silloge che conferma la voce di Emilia Milly Valenzano come una presenza autentica e significativa nel panorama poetico contemporaneo, capace di coniugare intensità emotiva, sensibilità civile e profonda umanità.
In un tempo spesso dominato dalla velocità e dalla superficialità, questa raccolta ricorda al lettore che la poesia può ancora essere un luogo di ascolto, di riflessione e di incontro. E forse è proprio questa la sua qualità più preziosa.
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