di Roberto Alicandri
La narrativa contemporanea dedicata a Napoli continua ad arricchirsi di opere che scelgono di raccontare la città attraverso la dimensione umana, quotidiana e sentimentale, lontano dalle rappresentazioni stereotate che spesso ne accompagnano l'immagine. In questo filone si colloca Occhi di quartiere. ‘A luce ’e Napule, raccolta di racconti di Teresa Scognamiglio pubblicata da L’Arca di Noè Editrice, un libro che si propone come un viaggio nei luoghi, nelle memorie e nelle emozioni della città partenopea.
Dopo le raccolte poetiche In cerca di sé (2024) e Addò parla ’o mare (2025), l’autrice affronta per la prima volta la narrativa, portando con sé quella sensibilità poetica che aveva già caratterizzato la sua produzione precedente. Il passaggio dal verso al racconto non rappresenta una frattura, ma piuttosto una naturale evoluzione del suo percorso letterario. Anche nella prosa, infatti, Teresa Scognamiglio conserva un'attenzione particolare alle emozioni, ai dettagli e alle sfumature dell'esperienza umana, costruendo storie che sembrano nascere dall'osservazione attenta della realtà e dalla memoria affettiva.
La raccolta è composta da tredici racconti, ciascuno autonomo ma legato agli altri da un comune denominatore: Napoli. Non la Napoli delle cartoline o delle immagini folkloristiche, bensì quella vissuta quotidianamente dai suoi abitanti, fatta di vicoli, quartieri, incontri casuali, tradizioni, nostalgie e piccoli eventi capaci di assumere un significato universale.
Già dal titolo emerge la prospettiva scelta dall'autrice. Gli "occhi di quartiere" sono quelli di chi vive la città dall'interno, di chi ne conosce le luci e le ombre, le contraddizioni e le meraviglie. La luce evocata nel sottotitolo non è soltanto quella fisica che illumina il Golfo o i vicoli del centro storico, ma anche una luce interiore, capace di rivelare la ricchezza umana e culturale custodita nei luoghi e nelle persone.
Nella nota introduttiva l'autrice chiarisce il proprio rapporto con Napoli, descrivendola come una presenza viva, quasi un organismo dotato di una propria anima. La città diventa così protagonista silenziosa dell'intera raccolta: osserva, accompagna, custodisce ricordi e racconta storie attraverso le vite dei personaggi che la abitano. Ad aprire il volume è Nu suonno ca nun passa, racconto che affronta il tema dell'appartenenza e del legame con le proprie radici. Attraverso il linguaggio della memoria e del sogno, la narrazione mette in evidenza quel sentimento di nostalgia che accompagna chi è costretto a lasciare la propria terra, ma continua a sentirne il richiamo profondo. È una storia che parla di Napoli, ma anche di tutti i luoghi che continuano a vivere dentro chi li ha amati.
Il percorso narrativo si conclude con La città che respira calcio, racconto che affronta una delle passioni più radicate nell'identità collettiva napoletana. Il calcio non viene presentato soltanto come fenomeno sportivo, ma come linguaggio comune, elemento di aggregazione e simbolo di appartenenza. Attraverso questa scelta conclusiva, Teresa Scognamiglio evidenzia come la vita di una comunità possa trovare espressione anche nelle passioni condivise che ne rafforzano il senso di identità.
Tra il primo e l'ultimo racconto si sviluppa un mosaico di storie che attraversano molteplici aspetti dell'esperienza umana. Vi trovano spazio la memoria del passato, l'importanza delle relazioni, il valore delle tradizioni, i piccoli misteri che abitano ogni quartiere e quella particolare capacità tutta napoletana di trasformare la quotidianità in racconto. Ogni pagina restituisce frammenti di esistenze che finiscono per intrecciarsi con la storia stessa della città.
Uno degli aspetti più interessanti dell'opera risiede proprio nello sguardo adottato dall'autrice. Teresa Scognamiglio dimostra un profondo amore per la propria terra, ma evita accuratamente il rischio dell'idealizzazione. Napoli appare nella sua complessità, con le sue fragilità e la sua straordinaria vitalità. La città emerge come un luogo in continuo movimento, attraversato da contrasti e tensioni, ma capace allo stesso tempo di custodire una forte dimensione comunitaria.
Dal punto di vista stilistico, la scrittura mantiene una forte impronta evocativa. La formazione poetica dell'autrice si riflette nella cura delle immagini, nella musicalità di alcune descrizioni e nella capacità di trasformare episodi apparentemente semplici in occasioni di riflessione. I racconti procedono con un linguaggio accessibile e immediato, senza rinunciare a momenti di particolare intensità emotiva.
La scelta di utilizzare espressioni dialettali e riferimenti alla cultura popolare contribuisce inoltre a rafforzare l'autenticità dell'opera. Il dialetto non rappresenta un semplice elemento decorativo, ma diventa parte integrante della narrazione, veicolo di identità e memoria collettiva.
L’autrice
Teresa Scognamiglio nasce e vive a Napoli. Per quarant'anni ha svolto l'attività di insegnante, facendo della parola uno strumento di crescita, formazione e dialogo. Parallelamente ha coltivato una costante passione per la scrittura, trovando nella poesia il primo spazio espressivo attraverso cui dare voce alle proprie emozioni e riflessioni.
Le raccolte In cerca di sé e Addò parla ’o mare, entrambe pubblicate da L’Arca di Noè Editrice, hanno evidenziato una particolare attenzione ai temi dell'identità, della memoria e del legame con le proprie radici. La poesia Il rumore del mare si è classificata al nono posto nella VII edizione del Concorso Internazionale di Poesia Gaeta, Perla del Lazio dal 1553, confermando il valore e la sensibilità della sua produzione poetica.
Occhi di quartiere. ‘A luce ’e Napule è un libro che si rivolge innanzitutto a chi ama Napoli, ma che può interessare anche coloro che desiderano avvicinarsi alla città attraverso uno sguardo autentico e partecipato. Le storie raccolte da Teresa Scognamiglio non cercano effetti spettacolari, ma puntano sulla forza delle emozioni, della memoria e delle relazioni umane.
Ne emerge un ritratto sincero della città partenopea, costruito non attraverso i grandi eventi o i luoghi simbolo, ma mediante le vite delle persone comuni, i ricordi custoditi nei quartieri e quella straordinaria capacità narrativa che da sempre caratterizza Napoli. Un omaggio affettuoso e consapevole a una città che continua a vivere nelle sue strade, nelle sue voci e nelle storie di chi la abita ogni giorno.
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Commenti
Un sincero ringraziamento a Partiture Letterarie per la cortese attenzione riservata a "Occhi di quartiere-'A luce 'e Napule" edizione L'Arca di Noè e per la pregevole recensione dedicata all'opera. Ho particolarmente apprezzato la profondità dell'analisi e la sensibilità interpretativa con cui sono stati colti i temi e gli aspetti più significativi del libro. Un riconoscimento di questo livello rappresenta per ogni autore un motivo di gratificazione e di incoraggiamento. Rivolgo pertanto la mia più sentita gratitudine alla redazione e ai lettori di Partiture Letterarie.