L'equazione di Asimov, la Casina Pompeiana e quel vizio di far camminare la Fisica e la Poesia a braccetto.

Pubblicato il 28 maggio 2026 alle ore 11:30

di Bruno Marfé 

Cogliere i fili invisibili che collegano le cose è un vizio tipico di chi frequenta le storie. Mi è tornato in mente l'altro giorno, mentre guardavo la locandina di un evento imminente alla Libreria Rinascita di Ascoli Piceno, intitolato suggestivamente Quando la Fisica e la Poesia vanno a braccetto. I protagonisti? Il professor Pier Luigi Gentili, associato di Chimica Fisica all'Università di Perugia, e il dottor Antonio Lera, neurologo, psicoterapeuta e poeta.

Il mio cervello, anziché fermarsi al dato cronachistico, ha fatto un salto all'indietro, ritornando tra le mura della Casina Pompeiana. È lì, in quel presidio di bellezza e memoria a Napoli, che tempo fa ho conosciuto personalmente Antonio Lera. Ricordo la sensazione di trovarmi davanti a un medico che usa le parole come farmaci e la poesia come uno stetoscopio per l'anima. E proprio da quel ricordo, guardando i titoli dei libri in locandina – da Il mondo è complesso. Parliamone di Gentili a Tu esisti grazie a Dio o Ti amerai di Lera – ho commesso un piccolo reato letterario. Ho forzato la serratura della logica e ci ho infilato dentro Isaac Asimov.

Sì, lo ammetto: è una forzatura. Cosa c'entra il patriarca della fantascienza, il padre delle Tre Leggi della Robotica, con un incontro tra un chimico fisico e un poeta nei territori marchigiani?

C'entra per via di un vecchio innamoramento. Chi ama Asimov sa che la sua genialità non risiede soltanto nelle astronavi, ma anche nella saggistica: quei testi in cui smontava l'universo davanti ai tuoi occhi come fosse un orologio trasparente, con l'ossessione di dimostrare che la scienza non è un club esclusivo, ma una mappa della realtà accessibile a chiunque abbia fame di capire.

Se Asimov fosse seduto oggi al caffè della Libreria Rinascita, ordinerebbe un espresso e sorriderebbe sornione nel vedere Gentili e Lera allo stesso tavolo.

Da un lato, il professor Gentili ci parla di sistemi complessi, di dinamica non lineare, di reti in cui niente resta davvero isolato e ogni perturbazione viaggia più lontano di quanto immaginiamo. È la realtà descritta nei suoi saggi Untangling Complex Systems e The Winged Science. In fondo, non è forse questa la versione reale della "Psicostoria" che Asimov inventò nella saga della Fondazione? Quell'idea – allora fantascientifica, oggi sorprendentemente vicina alla chimica fisica di Gentili – secondo cui le grandi masse umane e i sistemi complessi possono essere compresi attraverso equazioni e modelli d'insieme.

Dall'altro lato del tavolo siede Antonio Lera. Ed è qui che la biologia asimoviana, quella che studia la vita nella sua materia, subisce la deviazione più bella: diventa il tentativo di raccontare quella parte umana che le sinapsi, da sole, non bastano a spiegare. Lera sa bene, da neurologo, cosa accade nel cervello, ma da psicoterapeuta e poeta sceglie di non ridurre l'esistenza alla sola chimica neuronale. Libri come Ti amerai o La Favola della Contessina Teresina non sono evasioni dalla realtà, ma strumenti di utilità sociale. Se Gentili ci offre la mappa per districare il caos del XXI secolo, Lera ci ricorda il motivo per cui vale la pena farlo: la ricerca della pace universale, il contatto umano, la cura del profondo.

È una forzatura, certo. Asimov non ha mai accostato la termodinamica fuori equilibrio ai versi poetici di un neurologo abruzzese. Eppure, se c'è una lezione che lo scrittore americano ci ha lasciato, è che le barriere tra le discipline sono spesso soltanto recinti immaginari inventati da chi ha paura del vuoto.

L'evento di Ascoli Piceno – che vedrà anche gli interventi di Gilda Di Vaio, Franca Maroni, Lorenzo De Luca, l'illustratrice Morena Verdenelli e le note di Francesco Ranalli sotto la moderazione di Stefania Pompeo – non è una semplice presentazione di libri. È il tentativo, squisitamente asimoviano, di rimettere insieme i pezzi del mondo.

Ci sono traiettorie che partono dalla Casina Pompeiana, passano per la galassia di Trantor e atterrano in una libreria delle Marche. A noi di Partiture Letterarie, questi cortocircuiti tra mondi distanti sono il pane quotidiano.

Aggiungi commento

Commenti

Non ci sono ancora commenti.