di Roberto Alicandri
Nel panorama delle scritture memoriali contemporanee, "Come un drone su di un secolo. Racconti, domande e pensieri di un cittadino" di Antimo Caserta si presenta come un’opera che rivela una solida intenzione riflessiva e civile. Non si tratta di un romanzo, né di una mera autobiografia, ma di un testo che attraversa il tempo, utilizzando l’esperienza individuale come chiave interpretativa di un intero secolo. In termini essenziali, il libro ripercorre i grandi passaggi della storia italiana e recente: dall’emigrazione dei primi del Novecento, segnata da sacrificio e ricerca di dignità, al dopoguerra con la scuola e la vita comunitaria; dalla trasformazione portata dall’industrializzazione nel Mezzogiorno fino ai cambiamenti sociali degli anni Sessanta e Settanta. Lo sguardo si allarga poi al presente, toccando temi cruciali come la crisi della politica, il significato dei diritti, la pandemia da Covid-19 e le guerre contemporanee. Accanto a questi snodi storici, l’autore inserisce riflessioni sulla vita, sul destino, sul ruolo degli anziani e sulla perdita di alcuni riferimenti etici, arricchendo il testo con detti e pensieri che fungono da sintesi sapienziale.
Ciò che colpisce, sul piano critico, è la scelta di uno sguardo “dall’alto”, evocato dalla metafora del drone, una prospettiva che consente di cogliere l’insieme senza rinunciare al dettaglio umano. La scrittura, volutamente priva di artifici retorici, si configura come una lingua dell’autenticità, capace di sostenere una riflessione che va oltre il dato autobiografico. In questa direzione, il testo assume una dimensione che potremmo definire di memoria civile, dove il racconto personale diventa strumento per interrogare il presente.
L’opera si distingue anche per la tensione tra libertà e destino. Emerge una visione lontana sia dal determinismo sia da un ingenuo volontarismo. Il rifiuto del rimpianto, posto quasi come sigillo finale, si configura allora come una forma di maturità esistenziale, più che come semplice consolazione.
Dal punto di vista strettamente letterario, la linearità dello stile appare coerente con il progetto dell’autore: non costruire un’opera letteraria nel senso tradizionale, ma offrire una testimonianza lucida, accessibile e profondamente radicata nell’esperienza.
È proprio in questa misura che il libro acquista valore, distinguendosi per una sincerità che raramente scade nell’enfasi.
In definitiva, Come un drone su di un secolo si propone come un testo che non cerca l’effetto, ma la comprensione e la verità del vissuto. In un tempo in cui la memoria tende a frammentarsi e a perdere profondità, l’opera di Antimo Caserta si colloca come un tentativo significativo di restituire continuità e senso al fluire della storia.
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L’autore
Antimo Caserta, nato il 15 novembre 1946, è un consulente del lavoro con una lunga esperienza in ambito amministrativo e lavoristico. Ha svolto anche attività politica come consigliere comunale a Bellona, ricoprendo il ruolo in diverse amministrazioni e in differenti contesti istituzionali.
Sposato con Maria Teresa Olivieri, è padre di due figli – uno commercialista e l’altra docente di matematica e scienze – e nonno di quattro nipoti. Come un drone su di un secolo rappresenta la sua prima pubblicazione: un’opera che raccoglie riflessioni, ricordi e considerazioni maturate nel corso di una vita, con l’intento di offrire uno sguardo complessivo sul tempo vissuto e sulla società contemporanea.
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